Attualità
lunedì 09 marzo 2026
Giornata della donna, visita istituzionale al carcere di Pesaro: incontro con le detenute per parlare di diritti
newsUna Giornata internazionale della donna vissuta lontano dalle celebrazioni formali e più vicina ai luoghi in cui il tema dei diritti e delle opportunità assume un significato ancora più profondo.
È il senso dell’iniziativa promossa alla Casa circondariale di Pesaro dalla consigliera provinciale con delega alle Pari opportunità Anna Maria Mattioli, che ha fatto visita alla struttura insieme alle colleghe consigliere e assessore comunali pesaresi portando i saluti della Provincia di Pesaro e Urbino.
Nel corso dell’incontro sono state incontrate oltre venti donne detenute, in un momento di confronto inserito in un percorso di ascolto e attenzione che l’amministrazione provinciale sta portando avanti da tempo.
L’iniziativa ha rappresentato un’occasione per riflettere sul valore della dignità, della resilienza e delle pari opportunità anche all’interno di un contesto complesso come quello carcerario.
«Anche all’interno delle mura di un carcere le donne continuano ad essere madri, figlie, mogli, lavoratrici e studentesse: persone che custodiscono sogni, speranze e il diritto a una possibilità di rinascita», ha sottolineato Mattioli.
Celebrare l’Giornata internazionale della donna in questo contesto, ha aggiunto, significa ribadire che ogni donna, indipendentemente dal proprio passato, merita rispetto, ascolto e l’opportunità di ricostruire il proprio futuro.
La visita si è conclusa con un momento culturale grazie alla rappresentazione teatrale proposta dalle attrici del Centro Artistico Teatrale PAC, dirette da Paola Galassi, che hanno portato in scena uno spettacolo dedicato alle detenute, contribuendo ad arricchire la giornata con un momento di condivisione e partecipazione.
«La nostra presenza – ha concluso Mattioli – è stata un segno concreto di vicinanza: non di giudizio, ma di sostegno alle loro fragilità. L’impegno delle istituzioni deve continuare affinché queste donne possano, una volta concluso il loro percorso, tornare nella società ed essere accompagnate nel reinserimento con nuovi strumenti e rinnovata fiducia nel futuro».