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domenica 15 marzo 2020

FP CGIL e CISL FP: "Pretendiamo che tutti gli operatori della sanità siano dotati dei necessari DPI, meritano una risposta tempestiva ed adeguata"

FP CGIL e CISL FP: "Pretendiamo che tutti gli operatori della sanità siano dotati dei necessari DPI, meritano una risposta tempestiva ed adeguata"

di FB CGIL e CISL FP

Ieri nelle Marche abbiamo raggiunto la quota di 46 decessi, 40 dei quali della provincia di Pesaro. I dati che abbiamo a disposizione ci indicano che i tamponi positivi sono il 38% dei testati, sostanzialmente tutti concentrati nella nostra zona. Sono numeri che hanno eguali soltanto in Lombardia. Le ripetute denunce fatte rispetto alla mancanza di DPI sono cadute nel vuoto ed hanno avuto come inevitabile riflesso che il virus si sta propagando in tutte le strutture sanitarie della provincia.

Ieri abbiamo avuto notizie che gli operatori del 118 e delle rsa hanno ricevuto kit senza marchio Ce, sono le stesse mascherine che la Regione Lombardia ha dichiarato non conformi.

Ci giungono notizie che in alcuni agli operatori che assistono i pazienti covid – 19 non siano forniti camici sterili idonei (ci sono anche richieste riutilizzo girando lo stesso camice), copricapo e calzari. Appare del tutto evidente che non dotare gli operatori della sanità degli idonei DPI e sottoporli a tamponi con colpevole ritardo oltre che rappresentare un inaccettabile rischio per la salute e sicurezza dei lavoratori impegnati in prima linea a combattere questa emergenza, rappresenta un rischio clinico per tutti i pazienti i cui risultati sono ormai sotto gli occhi di tutti: non vi è sostanzialmente una struttura sanitaria della provincia che sia esente da contagi!

Non solo negli Ospedali ma anche nelle strutture residenziali del territorio si stanno moltiplicando i casi di pazienti ricoverati trovati positivi al covid – 19. La RSA di Galantara così come quella di Macerata Feltria, solo per citare due esempi una sulla costa ed una nell’ entroterra, occorre assumere decisioni immediate per tutelare i pazienti e gli operatori. Subito tampone a tutti gli operatori; trasferimento immediato dei pazienti risultati positivi in altre strutture più adeguate a fronteggiare l’emergenza. Deve essere fatta una verifica periodica sullo stato di salute dei dipendenti per testare l’assenza di contagio prima di entrare in servizio in caso di contatto stretto con casi positivi.

Non è questo il momento per individuare le responsabilità delle scelte operative ed organizzative messe in campo, ma non abbiamo più tempo da perdere rispetto alle necessarie soluzioni da adottare. Per questo chiediamo alla Regione che tenga conto della diffusione epidemiologica e faccia convergere sulla nostra provincia le risorse umane e materiali per affrontare una situazione che è al limite del collasso.

Per questo pretendiamo che TUTTI gli operatori della sanità siano dotati dei necessari DPI , perché nelle strutture sanitarie non è più possibile , se mai lo è stato, distinguere tra chi è stato esposto e chi non lo è stato.

Per questo chiediamo che sia adottato il modello di verifica dei contagi utilizzato in Cina , Corea e nella regione Veneto: devono essere fatti più tamponi con particolare attenzione per quelli degli operatori sanitari perché il virus si può contenere circoscrivendo i contatti di chi risulta positivo: per questo riteniamo ormai indispensabile, a fronte del rischio e dello stress lavorativo a cui sono sottoposti, riconoscere ai lavoratori impegnati in questa battaglia una specifica indennità di disagio e che ci sia un impegno a riconoscerne i meriti anche in termini di stabilizzazione una volta terminata l’emergenza.

I lavoratori che con senso di responsabilità e del dovere si stanno prendendo cura della collettività meritano una risposta tempestiva ed adeguata.

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