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lunedì 22 marzo 2021

Firmato il Protocollo d'Intesa tra Unione Montana del Catria-Nerone e Slow Food Cagli, Castelli di Jesi e Fabriano

Firmato il Protocollo d'Intesa tra Unione Montana del Catria-Nerone e Slow Food Cagli, Castelli di Jesi e Fabriano

di Unione Montana Catria e Nerone

Sulla base della proposta progettuale presentata dalla Condotta Slow Food Catria e Nerone insieme alle Condotte dei Castelli di Jesi e di Fabriano, l’Unione Montana del Catria e Nerone ha sottoscritto con tali soggetti un accordo di programma quale Ente capofila della Strategia Nazionale delle Aree Interne “Appennino basso pesarese e anconetano” che interessa nove Comuni: Acqualagna, Apecchio, Arcevia, Cagli, Cantiano, Frontone, Piobbico, Serra Sant’Abbondio e Sassoferrato.

Il presupposto su cui si fonda la proposta è che per rendere efficaci le politiche territoriali non si può prescindere dalla diretta partecipazione delle Comunità che vivono e lavorano sui territori sin dalla fase di programmazione delle stesse.

Obiettivo del progetto è la rigenerazione delle Comunità presenti sul territorio, che porti ad un’alleanza tra tutte le componenti istituzionali e della società civile presenti nell’area interessata dalla Strategia Nazionale delle Aree Interne. Il primo passaggio è costituito dalla stesura, attraverso un lavoro di confronto e condivisione tra tutte le componenti locali attive, di un Manifesto che fissi valori e obiettivi comuni. Il Manifesto non dovrà essere solamente una dichiarazione di intenti ma soprattutto uno strumento aggregativo e di riferimento, funzionale alla creazione di un luogo di partecipazione con regole chiare e condivise, che consentano di produrre risultati credibili ed utilizzabili da parte dell’Ente pubblico nelle fasi di programmazione, progettazione ed attuazione delle politiche territoriali e nell’allocazione delle risorse disponibili.

Il Presidente dell’Unione Montana, Alberto Alessandri, si dichiara fermamente convinto della bontà del progetto: “Il processo di aggregazione, che in questi anni ha interessato soprattutto le sfere istituzionali dei nove Comuni coinvolti nella Strategia Nazionale delle Aree Interne, si apre adesso ai cittadini attraverso un processo partecipativo che verrà costruito, nel metodo, avvalendosi anche di soggetti con alte competenze (ad esempio il mondo accademico). In questo modo riusciremo anche a comunicare più efficacemente il ruolo determinante che questa Strategia ha avuto e avrà per questi territori nei prossimi anni. Ringrazio Slow Food, un partner qualificato da tempo presente nel nostro territorio, per averci stimolato ad avviare questo processo. Spero decidano di partecipare attivamente tanti altri soggetti”.

Il Fiduciario della Condotta Slow Food Catria e Nerone, Vincenzo Maidani, portavoce delle tre condotte Slow Food coinvolte, chiarisce: “La nostra è una proposta che intende introdurre un metodo. Slow Food ha voluto essere l’innesco di un processo virtuoso che speriamo e vogliamo venga condiviso e partecipato sin da subito da tutte le componenti attive istituzionali e della società civile dei territori interessati dalla strategia nazionale delle aree interne”.

Attualmente la strategia nazionale delle aree interne è una delle politiche pubbliche che consente di avere risorse umane ed economiche adeguate a raggiungere obiettivi utili alla riqualificazione dei nostri territori e a far fronte al loro spopolamento. Il metodo però dovrebbe valere in futuro per ogni tipo di politica che vada in questa direzione. Infatti, le politiche rivolte ai luoghi necessitano di una partecipazione della società civile ai processi decisionali, al fine di renderle efficaci ed effettivamente rispondenti alle esigenze della popolazione.

In questo momento, peraltro, stanno emergendo nei nostri territori molte realtà interessanti che cooperando moltiplicherebbero le possibilità di fermare lo spopolamento e che, collettivizzando le istanze comuni, renderebbero più facile il compito delle istituzioni nell’individuazione delle esigenze e dei servizi realmente necessari localmente.

Purtroppo, l’attuale grave situazione pandemica condiziona e limita le attività necessarie per la stesura del Manifesto. Nell’attesa di potere essere ancora più operativi con condivisioni in presenza, verrà rapidamente aperto un “ambiente” sugli strumenti di comunicazione social in cui ciascuno, in forma singola o aggregata, possa esprimere la propria adesione al progetto e presentare proposte e idee per la stesura definitiva del Manifesto, cominciando così anche a delineare un’alleanza.

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