Attualità
giovedì 09 aprile 2026
Fermignano celebra il 60° Palio della Rana: tre giorni tra storia, spettacolo e tradizione
newsTre giorni di festa, rievocazione storica e identità collettiva: Fermignano si prepara ad accogliere la 60ª edizione del Palio della Rana, in programma dal 10 al 12 aprile 2026.
Un appuntamento tra i più longevi e partecipati delle Marche, nato per ricordare la Domenica in Albis del 1607, quando il borgo ottenne l’autonomia dal Ducato di Urbino.
Protagoniste sono le sette contrade – Ca’ L’Agostina, Calpino, La Pieve, La Torre, San Lazzaro, San Silvestro e Santa Barbara – che si sfidano nella celebre corsa delle rane in carriola, simbolo della manifestazione.
Una gara tanto semplice quanto imprevedibile, in cui abilità e fortuna si intrecciano, rendendo ogni edizione unica.
Accanto alla competizione, il Palio è anche un grande evento diffuso: il centro storico si trasforma in un teatro a cielo aperto tra accampamenti, mercatini, spettacoli di musici e sbandieratori, rievocazioni e taverne delle contrade, dove è possibile gustare piatti della tradizione locale.
Il programma prende il via venerdì 10 aprile con l’apertura delle taverne e l’allestimento del campo d’arme, per poi entrare nel vivo con l’assedio alla torre e il processo per stregoneria, tra i momenti più suggestivi.
Sabato 11 aprile il borgo si anima con spettacoli, giochi storici e animazioni diffuse, mentre domenica 12 aprile rappresenta il culmine della manifestazione.
Nel pomeriggio della giornata conclusiva spazio al corteo storico rinascimentale, seguito dalle batterie eliminatorie e dalla finalissima della corsa con le rane.
A chiudere, in serata, il tradizionale spettacolo dell’incendio della Torre e del Ponte, evento scenografico di grande impatto.
Alla contrada vincitrice sarà consegnato il trofeo realizzato dallo scultore Bruno Baratti, simbolo di un successo da custodire per un anno.
Un’edizione speciale che celebra i 60 anni del Palio, rafforzando il legame tra memoria storica, partecipazione popolare e promozione del territorio, capace di attrarre migliaia di visitatori e valorizzare l’intera valle del Metauro.