Attualità
giovedì 17 settembre 2026
Fano Marine Center, inaugurati il Biodiversity Gateway e otto nuovi laboratori di ricerca
newsSono stati inaugurati oggi, presso il Fano Marine Center, il Biodiversity Gateway e i nuovi spazi destinati alla ricerca scientifica, realizzati nell’ambito delle attività del National Biodiversity Future Center (NBFC). Il progetto, coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prevede l’apertura permanente al pubblico di uno spazio dedicato soprattutto al tema delle specie aliene marine, insieme a nuove strutture laboratoriali rese possibili dagli interventi edilizi dell’Università di Bologna.
La cerimonia ha visto la partecipazione delle principali autorità locali e dei rappresentanti degli enti scientifici coinvolti, tra cui il sindaco di Fano Luca Serfilippi, il vicepresidente della Regione Marche Enrico Rossi, il presidente del CNR Andrea Lenzi, il rettore dell’Università di Bologna Giovanni Molari e i rappresentanti di NBFC, Stazione Zoologica Anton Dohrn, Università Politecnica delle Marche, Università di Urbino e GALPA Marche.
Il nodo territoriale di Fano del Biodiversity Gateway, coordinato dal CNR attraverso l’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine di Ancona e l’Istituto di scienze marine, rappresenta uno dei nodi dell’infrastruttura nazionale del NBFC. L’obiettivo è avvicinare la ricerca sulla biodiversità ai territori e alla società attraverso spazi fisici, strumenti innovativi e attività di divulgazione scientifica.
Il cuore espositivo del progetto è AlienLab, che integra l’offerta di DIDAMAR, l’acquario del Fano Marine Center. Si tratta della prima sala interattiva e immersiva interamente dedicata alle specie aliene del Mediterraneo, dove i visitatori possono conoscere organismi come il pesce scorpione e i pesci coniglio, approfondendone la diffusione attraverso simulazioni e tecnologie interattive.
Il Mediterraneo conta oggi oltre mille specie aliene conosciute ed è uno dei mari maggiormente interessati dal fenomeno delle invasioni biologiche. AlienLab affronta il tema combinando contenuti scientifici, interazione e realtà virtuale. Il percorso comprende anche ORMEF, l’archivio mediterraneo dei pesci alieni, che raccoglie informazioni sulla storia di oltre 200 specie e migliaia di osservazioni scientifiche. Attraverso visori VR, i visitatori possono inoltre immergersi virtualmente nelle acque del Mediterraneo e osservare gli ambienti interessati dalla presenza di specie aliene.
L’Università di Bologna ha realizzato un intervento di potenziamento del Fano Marine Center attraverso la creazione di nuovi laboratori, l’adeguamento degli spazi esistenti e l’aggiornamento delle infrastrutture tecnologiche. I lavori hanno interessato tre livelli dell’edificio: piano primo, ammezzato e secondo, oltre alle aree esterne e alla copertura.
Al primo piano sono stati realizzati otto nuovi laboratori di ricerca, dedicati a biologia marina, chimica, oceanografia e microscopia. La dotazione comprende tre laboratori di biologia, due di chimica, due di microscopia, di cui uno predisposto per l’ambiente oscurato, e un laboratorio di oceanografia. Gli spazi sono stati dotati di arredi tecnici e adeguati alle esigenze di sicurezza e pulizia proprie delle attività scientifiche.
Gli ambienti precedentemente utilizzati come magazzino, al piano ammezzato, sono stati convertiti per ospitare camere fredde, frigoriferi, ultracongelatori e incubatori. Al secondo piano sono stati invece organizzati nuovi uffici e studi per ricercatori e gruppi di lavoro, oltre ai Research Board, spazi temporanei destinati al confronto e alla collaborazione tra le diverse unità di ricerca.
L’intervento ha incluso un importante aggiornamento degli impianti, con il potenziamento della rete elettrica, una nuova cabina esterna, un gruppo elettrogeno aggiornato, sistemi UPS e dispositivi di monitoraggio e allarme in tempo reale. Sono stati inoltre realizzati nuovi impianti di ventilazione e trattamento dell’aria, sistemi di climatizzazione e interventi sulla rete dei gas tecnici.
Il progetto è stato finanziato dall’Unione europea attraverso NextGenerationEU e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nell’ambito del bando National Biodiversity Future Center. L’importo complessivo finanziato con fondi PNRR ammonta a 1.480.000 euro. I lavori, completati nei termini previsti dal contratto, sono stati eseguiti da Lacky Impianti Elettrici S.r.l. di Imola e T.C.S. S.r.l. di Fano.
Il progetto è stato coordinato dall’architetto Federico Foschi, responsabile unico del progetto dell’Università di Bologna, mentre la progettazione è stata curata dal geometra Alessandro Carapia, con il contributo di tecnici e professionisti specializzati. La direzione dei lavori è stata affidata allo stesso Carapia.
Durante l’inaugurazione, i rappresentanti delle istituzioni hanno sottolineato il valore della collaborazione tra università, enti di ricerca e territorio. Il rettore Giovanni Molari ha evidenziato il ruolo delle nuove strutture nel rafforzamento del Fano Marine Center come hub per le scienze del mare nel Mediterraneo. Il presidente del CNR Andrea Lenzi ha invece richiamato l’importanza del nodo fanese nella conoscenza e nella tutela della biodiversità marina, con particolare attenzione alle invasioni biologiche.
Per il sindaco Luca Serfilippi, il progetto rappresenta un ulteriore risultato della collaborazione tra Comune, università, CNR e Stazione Zoologica Anton Dohrn, con ricadute sulla ricerca, sulla divulgazione scientifica e sul rapporto con cittadini e visitatori. Le nuove strutture puntano a consolidare il ruolo di Fano come luogo di incontro tra ricerca, formazione, innovazione e società, contribuendo alla tutela dell’ambiente marino e allo sviluppo del territorio.