Attualità
mercoledì 23 settembre 2026
Energia, Pesaro Urbino è la provincia marchigiana più esposta alla volatilità dei mercati
newsLa provincia di Pesaro Urbino risulta particolarmente esposta alle oscillazioni dei mercati energetici.
È quanto emerge dall’indagine del Centro Studi CNA Marche, elaborata su dati della Camera di Commercio delle Marche aggiornati a giugno 2026, che rileva nel territorio una concentrazione superiore alla media regionale in diversi comparti manifatturieri ad alta intensità energetica.
Tra le principali specializzazioni, la fabbricazione di prodotti in metallo rappresenta il 17,1% della manifattura provinciale, contro il 14,7% della media regionale.
Nel comparto pelli e cuoio la quota raggiunge il 16,4%, mentre l’abbigliamento si attesta all’8,3% e i prodotti alimentari al 9,6%.
Anche la lavorazione del legno e dei prodotti in legno presenta un’incidenza significativa, pari al 6,2% contro il 5% regionale, mentre la fabbricazione di macchinari raggiunge il 5,2%, rispetto al 4% delle Marche.
Il quadro delineato dalla CNA riguarda in particolare il tessuto delle micro, piccole e medie imprese, fortemente legato a filiere manifatturiere come il legno-arredo e la metalmeccanica.
Secondo l’indagine, oltre il 76% delle aziende ha registrato un aumento della spesa energetica nell’ultimo semestre, mentre quasi nove imprese su dieci segnalano un livello di preoccupazione crescente.
«La provincia di Pesaro Urbino si conferma come la più vulnerabile alle oscillazioni energetiche», sottolinea Michele Matteucci, presidente provinciale di CNA Pesaro e Urbino, evidenziando l’impatto dei rincari sui margini aziendali e sulla capacità di investimento e occupazione.
Secondo Matteucci, molte imprese avrebbero difficoltà a trasferire integralmente gli aumenti dei costi sui prezzi finali.
Anche il segretario provinciale Antonio Bianchini richiama l’attenzione sulle caratteristiche del sistema produttivo locale, citando in particolare legno-arredo e meccanica.
Per CNA Pesaro e Urbino, l’incertezza dei mercati si aggiunge al livello dei costi e rende necessario superare una gestione basata esclusivamente su interventi emergenziali.
L’associazione propone quindi una strategia energetica strutturale rivolta alle imprese, con maggiori investimenti in efficienza energetica, autoconsumo e fonti rinnovabili.
Tra gli obiettivi indicati anche condizioni di approvvigionamento più stabili e prevedibili, soprattutto per le micro e piccole imprese del territorio.