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sabato 14 marzo 2026

Energia e materie prime in aumento: allarme CNA per le imprese di Pesaro e Urbino

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Energia e materie prime in aumento: allarme CNA per le imprese di Pesaro e Urbino

L’energia elettrica guida la classifica dei rincari registrati nelle ultime due settimane dalle imprese del territorio. 

È quanto emerge da un monitoraggio realizzato dalla CNA su un campione di aziende della provincia di Pesaro e Urbino, che segnala un generale aumento dei costi di materie prime e materiali dopo l’inizio del conflitto tra Iran e Israele.

Secondo i dati raccolti, il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è cresciuto del 60%, con una media nelle ultime due settimane di 143 euro per MWh, in linea con l’andamento del gas sulla piazza di Amsterdam

Il confronto con altri Paesi europei evidenzia prezzi più bassi: 102 euro in Germania, 63 euro in Francia e 48 euro in Spagna.

«Non registriamo aumenti solo su carburanti ed energia elettrica – spiega il presidente di CNA Pesaro e Urbino, Michele Matteucci – ma rialzi generalizzati che arrivano al 20% per molti materiali, dal rame all’alluminio, dal bitume alle plastiche. Inoltre molte imprese stanno iniziando ad avvertire difficoltà di approvvigionamento che rallentano la produzione».

Tra le materie prime più colpite c’è il rame, con aumenti vicini al 40%, spinti da una domanda elevata nei settori automotive e data center, mentre le quotazioni al London Metal Exchange hanno registrato una lieve flessione negli ultimi dieci giorni. 

Seguono il ferro e i profilati in alluminio con incrementi intorno al 20%.

Il settore delle costruzioni segnala rincari del 18% per il conglomerato bituminoso, mentre le membrane crescono e il calcestruzzo registra un aumento del 10%

Nella meccanica alcune plastiche segnano rialzi fino al 30%, mentre per l’acciaio gli incrementi sono più contenuti: +4% per i coils zincati, +3% per i laminati a caldo e prezzi stabili per i laminati a freddo, anche se dall’inizio dell’anno i semilavorati mostrano comunque aumenti intorno al 10%

Anche il legno comincia a risentire delle tensioni con incrementi tra il 10 e il 15%.

Preoccupazione particolare arriva dal settore edilizio. 

«Sta aumentando tutto – spiega Marco Rossi di CNA Costruzioni – dai materiali tradizionali agli isolanti termici. Per gli asfalti si vive alla giornata: le aziende non riescono a fare preventivi validi per più di due giorni perché i prezzi del petrolio cambiano continuamente».

Secondo CNA il problema principale è l’incertezza dei listini: per molti prodotti le quotazioni sono valide solo 24 ore e per materiali come tubazioni e raccordi in PVC gli ordini vengono accettati con riserva di aggiornamento prezzi. 

Una situazione che potrebbe rendere necessaria una revisione del prezzario degli appalti pubblici.

Il monitoraggio segnala anche un forte aumento dei costi logistici, con fino a 3mila euro in più per un container standard, oltre al rincaro delle coperture assicurative. 

L’aumento dell’energia colpisce in particolare i settori più energivori, come quello dei lapidei – dove la bolletta rappresenta fino al 40% dei costi – e le tinto-lavanderie.

Restano invece stabili i prezzi delle farine, anche se il comparto dei prodotti da forno rimane tra i più esposti alle variazioni del costo dell’energia, che incide per circa il 14% dei costi di produzione.

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