Attualità
martedì 01 settembre 2026
Emergenza idrica a Pesaro, CNA: «Serve una governance unica e decisioni immediate»
newsL’emergenza idrica che ha lasciato Pesaro senz’acqua per oltre due giorni riporta al centro del dibattito la fragilità del sistema provinciale e la necessità di accelerare sulle decisioni relative agli investimenti e alle fonti di approvvigionamento.
A intervenire è Antonio Bianchini, segretario della CNA di Pesaro e Urbino, che chiede di superare divisioni territoriali e logiche localistiche.
«L’emergenza idrica non è un incidente di percorso: è il segnale di un sistema che da troppo tempo vive al limite. E oggi non possiamo più permetterci né ritardi né divisioni».
Secondo Bianchini, la gestione dell'acqua richiede una governance unitaria, capace di affrontare il problema su scala provinciale.
«L’acqua non è un tema da gestire Comune per Comune, né da affrontare con logiche di campanile. È un bene essenziale e, come tale, richiede una governance unitaria».
Il segretario CNA condivide inoltre la posizione espressa dal presidente dell’Aato, Massimo Berloni, secondo cui non può esistere un territorio provinciale nel quale il livello del servizio cambi in base al Comune di residenza.
Bianchini ricorda come la CNA avesse già richiamato l’attenzione sulla situazione del sistema idrico provinciale. Lo scorso febbraio l’associazione aveva organizzato un convegno dedicato proprio alla fragilità della rete e alle criticità che oggi, secondo il segretario, sono diventate evidenti.
Un segnale positivo arriva dall'avvio degli investimenti sul relining della condotta principale, ma per la CNA il problema non può essere considerato risolto.
«Il vero nodo è l’approvvigionamento», sottolinea Bianchini, indicando le possibili soluzioni rappresentate da pozzi, bacini Enel e un grande invaso.
«Tre strade, tutte percorribili, ma che richiedono una cosa semplice e finora assente: decidere».
Nel mirino della CNA anche le difficoltà nel processo decisionale dell'assemblea chiamata a occuparsi del sistema idrico.
«Non possiamo accettare che un’assemblea chiamata a deliberare su un tema vitale salti per mancanza del numero legale. Le imprese non possono pagare l’immobilismo».
Sul fronte economico, Bianchini non esclude che gli investimenti necessari possano comportare un aumento delle bollette, ma chiede chiarezza sulle conseguenze e sulla destinazione delle risorse.
«La sicurezza di un servizio essenziale ha un costo. L’importante è che questo costo sia trasparente, equo e finalizzato a un miglioramento reale».
La richiesta conclusiva della CNA Pesaro e Urbino è quella di una regia capace di superare frammentazioni e contrapposizioni politiche.
«L’acqua non è un tema da campagna elettorale. È un tema di territorio, di sicurezza, di futuro».
Per questo Bianchini auspica che la prossima assemblea dell'Aato possa diventare il momento nel quale assumere finalmente decisioni concrete sul futuro del servizio idrico provinciale.
«Senza assenze strategiche, senza veti, senza fughe in avanti. Le imprese, i cittadini e l’intera provincia non possono più aspettare».