Attualità
martedì 09 giugno 2026
Electrolux Cerreto d’Esi, lavoratori in Consiglio regionale: mozione bipartisan contro il piano di esuberi
newsLa vertenza Electrolux di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, approda in Consiglio regionale delle Marche.
Circa 50 lavoratori dello stabilimento hanno assistito alla seduta dell’Assemblea legislativa regionale per richiamare l’attenzione delle istituzioni sul futuro del sito produttivo, dopo l’annuncio del piano di esuberi da parte della multinazionale svedese.
La presenza dei dipendenti in Aula coincide con una fase particolarmente delicata della trattativa, che vede sindacati e rappresentanti istituzionali impegnati nel tentativo di scongiurare il ridimensionamento produttivo e occupazionale dello stabilimento marchigiano.
In apertura della seduta, durante la riunione dei capigruppo, è stata condivisa la decisione di presentare una mozione bipartisan, sottoscritta dalle diverse forze politiche rappresentate in Consiglio regionale.
Il documento sarà discusso dall’Assemblea con l’obiettivo di sostenere le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali.
Al centro dell’iniziativa vi è la richiesta di ritiro del piano industriale annunciato dall’azienda e l’impegno delle istituzioni a promuovere ogni azione utile per salvaguardare l’occupazione e il futuro produttivo del sito di Cerreto d’Esi.
«La mozione è a supporto delle posizioni unitarie e sindacali di ritiro del piano industriale», ha dichiarato Pierpaolo Pullini, referente Fiom per il distretto fabrianese. Secondo il rappresentante sindacale, il confronto con l’azienda deve proseguire senza il peso di licenziamenti o trasferimenti produttivi che possano compromettere il futuro dello stabilimento.
L’attenzione ora è rivolta all’incontro convocato per il 15 giugno presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove sindacati e istituzioni auspicano che Electrolux accolga le richieste provenienti dal territorio e dal mondo del lavoro, aprendo una nuova fase di confronto finalizzata a individuare soluzioni alternative al piano presentato.
La vertenza coinvolge uno dei principali siti produttivi dell’area fabrianese e rappresenta un tema centrale per l’economia e l’occupazione del territorio marchigiano.