Attualità
lunedì 13 aprile 2026
E' caccia a lavoratori ristorazione e alloggio, sottoscritta intesa CNA e Istituti alberghieri
newsIl settore della ristorazione e dell’alloggio continua a registrare una forte domanda di lavoro in Italia.
Secondo i dati Excelsior elaborati dal Centro Studi CNA, nel solo mese di aprile 2026 sono 116.530 gli addetti richiesti, un numero che sale a 418.070 nel trimestre aprile-giugno.
Un trend che conferma la centralità del comparto nell’economia nazionale e la crescente difficoltà delle imprese nel reperire personale qualificato.
Nel dettaglio, le entrate previste nella ristorazione sono 88.350 ad aprile e 332.040 nel trimestre, con una domanda concentrata soprattutto su figure operative.
Tra le professioni più richieste figurano camerieri di sala (22.910), aiuto cuochi (9.970) e cuochi (8.800).
Per 40.100 posizioni è richiesta una qualifica o diploma professionale, mentre il 45,5% delle assunzioni è considerato di difficile reperimento e nel 64% dei casi è richiesta esperienza nel settore.
Anche nelle Marche il comparto mostra segnali di crescita: sono previste 3.440 assunzioni ad aprile e 14.220 nel trimestre, con una quota del 35,4% di lavoratori difficili da reperire.
Numeri che evidenziano la necessità di rafforzare il collegamento tra formazione e mondo del lavoro.
In questa direzione si inserisce il protocollo d’intesa tra CNA Agroalimentare e la Rete Nazionale degli Istituti Alberghieri (Re.Na.I.A.), firmato presso l’Istituto di Istruzione Superiore “A. Einstein – A. Nebbia” di Loreto.
L’accordo, di durata triennale, punta a promuovere stage, tirocini e percorsi formativi integrati, favorendo l’orientamento professionale e l’inserimento lavorativo degli studenti nel settore enogastronomico.
L’iniziativa coinvolge una filiera che conta oltre 35mila imprese associate a CNA Agroalimentare, con un impatto economico rilevante: il comparto agroalimentare ha prodotto 82 miliardi di valore aggiunto, pari al 15% del PIL, con un giro d’affari di 700 miliardi e oltre 4 milioni di addetti.
In Italia si contano inoltre 800 prodotti a denominazione di origine (Doc e Igp), a conferma del ruolo strategico dell’enogastronomia anche come leva turistica.
Il protocollo rappresenta un passo concreto verso la costruzione di una rete tra scuola e imprese, con l’obiettivo di formare nuove professionalità e rispondere alla crescente domanda di lavoro qualificato.
Una sfida che riguarda non solo l’occupazione, ma anche la tutela e la valorizzazione della cultura della cucina italiana, riconosciuta come patrimonio immateriale UNESCO.