Attualità

martedì 24 novembre 2020

Durante il lockdown, ogni due giorni è stata uccisa una donna

Durante il lockdown, ogni due giorni è stata uccisa una donna

In occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, che si celebra domani, mercoledì 25 novembre, la presidente dell’Ordine degli Psicologi delle Marche, Katia Marilungo, interviene sul tema per sottolineare l’importanza di non abbassare mai la guardia di  fronte ad un fenomeno purtroppo ancora in crescita, come la violenza di genere.

Secondo i dati diffusi nell’ultimo Rapporto del Viminale, negli 87 giorni di lock-down dovuti all’emergenza Coronavirus (9 marzo-3 giugno 2020), sono stati 58 gli omicidi in ambito familiare o affettivo, e  in 44 di questi casi, le vittime sono state donne. Questo significa, che ogni due giorni una  donna è stata uccisa in famiglia. Mentre se si guardano i dati relativi al periodo di non chiusura, si nota invece come gli omicidi di donne siano in media uno ogni sei giorni: il lock-down ha  quindi, di fatto, triplicato gli omicidi di donne.

Se prendiamo i dati relativi alla nostra regione,  possiamo inoltre verificare come da marzo a giugno 2020 le segnalazioni di violenza siano  passate da 141 a 286, mentre gli episodi di violenza siano passati da 60 a 127. “L’obbligo di  restare a casa ha esposto maggiormente le donne a subire violenza da parte di un membro  della propria famiglia che, sfruttando le restrizioni del COVID-19, ha potuto esercitare maggiore potere e controllo – dice la presidente dell’Ordine degli Psicologi delle Marche, Katia  Marilungo - . I dati rilevati dalla rete D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, che riunisce 85  Centri Antiviolenza (CAV) in tutto il territorio italiano, ci dicono che nel periodo dell’isolamento  le domande di aiuto da parte di donne vittime di violenze sono aumentate del 79,9%. L’elemento culturale è cruciale nella considerazione della violenza di genere – prosegue  Marilungo -. E’ una cultura che va scardinata e riorientata, attraverso azioni di sensibilizzazione  e prevenzione all’interno dei contesti educativi e formativi. Il nostro Ordine attua questa  attività di sensibilizzazione tutto l’anno, attraverso interventi formativi rivolti agli iscritti e non  solo, in rete con quanti nei territori operano nel contrasto alla violenza di genere. Oltre al  prezioso lavoro che i CAV svolgono per emancipare la donna dal circuito della violenza, la  nostra regione vanta anche esperienze di trattamento degli uomini maltrattanti, e da sempre  fornisce di supporto e tutela ai minori vittime di violenza assistita, che oltre all’esposizione ad un forte trauma, sono inseriti in un contesto di apprendimento di modalità relazionali e  affettive aggressive e disadattive”.

E conclude: “In occasione della Giornata internazionale  contro la violenza sulle donne” l’Ordine degli Psicologi delle Marche desidera ringraziare i  numerosi professionisti che operano a vario titolo nel contrasto alla violenza di genere nel  nostro territorio”.

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