Attualità

martedì 05 gennaio 2021

Didattica a distanza o in presenza: cosa ne pensano gli studenti?

Didattica a distanza o in presenza: cosa ne pensano gli studenti?

di Ufficio Stampa

Col finire delle Festività la ripresa della didattica in presenza è tornata oggetto di discussione, per via della scelta di alcune regioni di rinviare la riapertura delle scuole. L'Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato alcuni dati che vedono i contagi in ambienti scolastici pari al 2% dei totali, ovvero dei 3173 focolai di Coronavirus nel periodo compreso tra il 31 agosto e il 27 dicembre, senza però considerare che il ritorno al 100% in DAD/DDI risale al 5 novembre scorso in ottemperanza del DPCM del 3 novembre.

“Indubbiamente è da considerare che l'aula scolastica rappresenta, di per sé, un luogo di assembramento, al di là del quantitativo di persone che ospita, sena contare che un buon numero di studenti usufruisce dei mezzi di trasporto per raggiungere la propria scuola” afferma Leonardo Simoncini, Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Macerata e Vicepresidente del Coordinamento Regionale. “Confrontandomi coi miei coetanei, ho constatato quale sia il reale pensiero degli Studenti, che differisce di gran lunga dalle critiche sollevate alla Regione dopo il comunicato del prosieguo della DAD/DDI. Oltre alla preoccupazione dei Dirigenti nella gestione di una massa così ingente di studenti a seguito di richieste come quella del doppio turno con tempistiche e modalità discutibili, ho notato quanto i giovani, temendo di essere oggetto e causa di contagio, non vogliano rientrare a scuola prima che la situazione si sistemi. Mi sento dunque in dovere di difendere la scelta lungimirante della Regione Marche e di affiancare la mia generazione, oggetto di sconsiderate critiche dopo lo svago estivo, che sta dando un'ulteriore dimostrazione di maturità, rinunciando alla fondamentale socialità scolastica per il bene della comunità, con la speranza che si possa tornare quanto prima alla normalità”.

"La modifica degli indici Rt e il conseguente cambiamento dei parametri per far slittare la regione in zona arancione o rossa ha messo in crisi tutto il lavoro svolto settimana per settimana per programmare il ritorno in classe in sicurezza" sostiene Andrea Sebastianelli, Presidente della Consulta Provinciale di Pesaro-Urbino e Presidente del Coordinamento Regionale. "Il lavoro svolto è stato senz’altro ingente ma purtroppo il virus si è rivelato un problema ancora più grande dei nostri sforzi. Tutti stanno facendo sacrifici ed è giusto che li faccia anche la comunità studentesca, a patto però che si torni a discutere della scuola come organo fondamentale della nostra Repubblica, quando ci sarà la possibilità. Infatti il sistema scolastico in questa emergenza è stato tirato in causa solo per polemiche e dibattiti politici dopo anni in cui è stata lasciata in disparte" conclude Sebastianelli.

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