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mercoledì 11 marzo 2026

Deposito Fox Petroli di Pesaro, il Comitato No GNL: “Servono verifiche ambientali e rimozione delle strutture obsolete”

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Deposito Fox Petroli di Pesaro, il Comitato No GNL: “Servono verifiche ambientali e rimozione delle strutture obsolete”

La documentazione tecnica relativa al deposito Fox Petroli di via Senigallia, recentemente trasmessa da ARPAM – Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche al Comune di Pesaro, è stata analizzata dal Comitato Pesaro: No GNL, che evidenzia la necessità di mantenere alta l’attenzione sul piano ambientale e istituzionale.

Secondo quanto emerge dai documenti, una parte significativa delle infrastrutture del deposito risale agli anni Sessanta e Settanta. Diversi serbatoi risultano inoltre inutilizzati da oltre vent’anni e alcune delle ultime prove di tenuta documentate risalgono ai primi anni Duemila. In queste condizioni, come indicato nelle comunicazioni tecniche, non sarebbe possibile stabilire con certezza lo stato attuale di alcune strutture senza ulteriori verifiche aggiornate.

Particolarmente rilevante, secondo il Comitato, è la presenza di serbatoi interrati non operativi da circa due decenni che nella documentazione tecnica vengono indicati come strutture da rimuovere secondo la normativa ambientale vigente. Le verifiche ambientali avviate hanno interessato anche il suolo e le acque di falda, con campionamenti mirati alla ricerca delle principali sostanze tipiche dei siti petroliferi.

In questo contesto ARPAM ha indicato la necessità di procedere con la rimozione delle strutture inattive e con ulteriori accertamenti ambientali, avviando una procedura amministrativa successivamente notificata all’azienda dal Comune di Pesaro.

Per il Comitato Pesaro: No GNL si tratta di un passaggio importante perché riporta la discussione sul terreno tecnico e ambientale. «Questi documenti dimostrano che le preoccupazioni espresse negli ultimi anni dalla società civile non erano affatto infondate», dichiarano Roberto Malini e Lisetta Sperindei. «Quando si parla di infrastrutture industriali costruite oltre mezzo secolo fa e di verifiche di tenuta vecchie di venticinque anni, il principio di precauzione diventa un obbligo».

Sulla vicenda interviene anche Gianluca Carrabs, della direzione nazionale di Europa Verde, che definisce l’avvio delle verifiche «un primo passo importante» e sottolinea la necessità di completare le indagini ambientali su suolo e falda per escludere eventuali contaminazioni e garantire la tutela della salute pubblica.

Anche la presidente di Legambiente Pesaro, Rosalia Cipolletta, evidenzia il valore del percorso avviato: «È il risultato della mobilitazione di molti cittadini che hanno chiesto trasparenza e sicurezza ambientale. Un’area così delicata, vicina alla città e al Fiume Foglia, non può restare segnata da strutture industriali inattive o da possibili criticità ambientali».

Il Comitato ribadisce infine la richiesta di procedere fino in fondo con la rimozione delle strutture obsolete, verifiche aggiornate sugli impianti ancora operativi e indagini ambientali complete sull’intero sito.

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