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venerdì 08 gennaio 2021

Da Confesercenti un appello alla Regione: tuteliamo le attività commerciali dei piccoli Comuni

Da Confesercenti un appello alla Regione: tuteliamo le attività commerciali dei piccoli Comuni

di Ufficio Stampa Confesercenti

Un appello alla Regione Marche affinchè tenga conto, nei provvedimenti a sostegno delle attività colpite dall’emergenza sanitaria, dei problemi che stanno vivendo i negozi dell’entroterra: “Ci rivolgiamo in particolare al presidente regionale Francesco Acquaroli e all’assessore regionale al Commercio Mirco Carloni – afferma Tiziano Pettinelli direttore Confesercenti di Fano - per sollecitare una maggiore sensibilità rispetto alle problematiche delle attività commerciali poste nei piccoli centri. Dove si contano poche migliaia di abitanti, infatti, le disposizioni anticovid che limitano, là dove addirittura non impediscono, gli spostamenti tra Comuni, creano enormi difficoltà agli esercenti, soprattutto del comparto non alimentare, che non possono sopravvivere senza fare affidamento, durante tutto l’anno e ancor più nel periodo dei saldi, sui clienti provenienti dal resto della provincia”.

“Nel caso dei piccoli centri – aggiunge Pettinelli - l’inserimento del nostro territorio nella fascia arancio, penalizza molti esercenti invece che agevolarli. Da una parte, infatti, impedisce loro di usufruire delle agevolazioni previste per le zone rosse ma, dall’altra, le limitazioni agli spostamenti, i divieti, le chiusure a singhiozzo e, soprattutto, l’incertezza che regna sulle normative, sia su quelle applicate in questi giorni, sia su quelle che ci attendono dopo l’11 gennaio, non li fanno lavorare”.

“Invitiamo la Regione, quindi, a prevedere con urgenza, accanto ai ristori già disposti per i pubblici esercizi, anche interventi concreti a favore delle attività che operano nei piccoli comuni marchigiani, sicuramente tra le più penalizzate in questo momento – conclude Pettinelli - e che invece vanno assolutamente tutelate, sia per l’importanza che rivestono da un punto di vista economico, sia perché rappresentano un servizio fondamentale per i territori, che non possiamo permetterci di perdere”.

 

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