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venerdì 31 luglio 2026

Crisi idrica a Pesaro, CNA rilancia il nuovo invaso: «Non bastano le ordinanze, serve una pianificazione»

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Crisi idrica a Pesaro, CNA rilancia il nuovo invaso: «Non bastano le ordinanze, serve una pianificazione»

L'ordinanza del Comune di Pesaro che limita l'utilizzo dell'acqua potabile fino al 30 settembre riporta al centro il tema della crisi idrica che interessa la provincia di Pesaro e Urbino. 

Per CNA Pesaro e Urbino, il provvedimento conferma una criticità denunciata da tempo: la siccità non rappresenta più un'emergenza temporanea, ma una condizione strutturale che richiede interventi di lungo periodo.

L'associazione richiama le conclusioni del convegno "H2O, Valore Acqua", organizzato nei mesi scorsi, durante il quale erano stati illustrati dati sul crescente fabbisogno idrico del territorio e avanzate alcune proposte per rafforzare la capacità di approvvigionamento della provincia.

Secondo i dati presentati nel corso dell'iniziativa, la provincia di Pesaro e Urbino dipende per circa l'80% da fonti superficiali, con i principali invasi rappresentati da Furlo e San Lazzaro di Tavernelle, oltre a 533 sorgenti e pozzi fortemente condizionati dall'andamento delle precipitazioni. 

Negli ultimi cinque anni, evidenzia CNA, il territorio avrebbe perso circa 90 millimetri di pioggia all'anno, mentre l'aumento delle temperature ha incrementato l'evaporazione. 

A questo si aggiungono reti idriche datate, maggiori dispersioni e una domanda d'acqua in costante crescita, con incrementi annuali compresi tra il 3,1% e il 7% e picchi estivi che raggiungono il 15%.

Per affrontare il problema, CNA propone la realizzazione di un nuovo invaso capace di garantire riserve idriche per gli usi civili, agricoli e produttivi. 

L'associazione chiede inoltre l'istituzione di un tavolo tecnico che coinvolga Regione Marche, Assemblea di Ambito Territoriale, Provincia, Comuni e CNA, con il compito di valutare i progetti esistenti, individuare le aree più idonee, verificarne la fattibilità e programmare gli investimenti necessari.

A sostegno della proposta vengono richiamati esempi già realizzati in altre aree del Paese, come la diga di Ridracoli, in Romagna, e l'invaso di Bilancino, in Toscana, indicati come modelli di infrastrutture in grado di garantire approvvigionamenti stabili e sostenere lo sviluppo economico dei territori.

Il presidente di CNA Pesaro e Urbino, Michele Matteucci, sottolinea che «la siccità non è più un evento straordinario» e che il territorio deve imparare a convivere con questa nuova realtà attraverso una pianificazione che consenta di trattenere l'acqua nei periodi di maggiore disponibilità, ridurre gli sprechi e garantire continuità alle famiglie e alle imprese.

Sulla stessa linea il segretario provinciale Antonio Bianchini, che ribadisce la disponibilità dell'associazione a partecipare al tavolo tecnico con analisi e proposte operative. 

Per CNA, l'ordinanza emanata dal Comune di Pesaro rappresenta un segnale che impone il passaggio dalla gestione dell'emergenza alla realizzazione di infrastrutture strategiche, a partire da un nuovo invaso e da una governance integrata delle risorse idriche.

Primo, registrazione presso il Tribunale di Pesaro n°3/2019 del 21 agosto 2019. P.Iva 02699620411

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