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mercoledì 04 marzo 2020

Coronavirus: quali scenari economici ci aspettano?

Coronavirus: quali scenari economici ci aspettano?

di Form-Action

Da oltre un mese, più volte al mese riceviamo aggiornamenti sulla diffusione del nuovo coronavirus (2019-nCoV o SARS-CoV-2) e delle sue ripercussioni su scala mondiale. Per chi volesse avere un quadro completo sulla situazione globale, vi invitiamo a leggere uno degli ultimi articoli sul tema pubblicato da IL POST.

Quello che invece vogliamo cercare di capire oggi sono gli scenari economici che si potrebbero avverare nei prossimi mesi. Per questo abbiamo deciso di intervistare Fosco Bacciaglia, socio insieme a Daniela Bacciaglia di Sky Trade International, azienda di import/export specializzata nel mercato cinese con sede principale a Pesaro e un ufficio a Shanghai.

Innanzitutto chiediamo a Fosco di raccontarci il suo legame personale con la Cina.

La mia esperienza in Cina nasce venti anni fa, quando parto per un tirocinio di un anno e mezzo presso l’ambasciata Italiano a Pechino. Mi occupavo di far conoscere la cultura occidentale nelle scuole e nelle università. In questo periodo ho anche conosciuto Lana, che è poi diventata mia moglie. Dopo questa esperienza ho avuto la possibilità di insegnare Inglese a Pechino, Shanghai e poi Guangzhou. Infine, prima di rientrare in Italia, mi sono spostato ad Hong Kong dove ho lavorato per tre anni come figura commerciale per il sud-est asiatico presso la INTEX, azienda leader mondiale (presente anche in Italia) nella produzione di piscine fuori terra, materassini gonfiabili, spa ed altri articoli in pvc.

Quali notizie stai ricevendo dalla Cina?

A livello lavorativo, è prevista la ripresa della produzione e delle spedizioni a fine Febbraio (circa il 75% delle aziende hanno prolungato la chiusura per il capodanno cinese così da limitare la diffusione del virus). Per precauzione sono state annullate le più importanti fiere (CIFF di Marzo, fiera campionaria di Canton di Aprile). Le prime ripercussioni In Italia cominciano a manifestarsi, infatti sembra che 30.000 visitatori Cinesi abbiano già dato forfait al Salone del Mobile di Aprile (fonte: ilsole24ore.com). E’ inoltre previsto un calo di turisti con conseguente riduzione del PIL nazionale verso la seconda metà dell’anno in ambito turistico.

Quali effetti economici immediati si verificheranno secondo te?

Nei prossimi mesi potremmo subire problemi di approvvigionamento delle merci nei settori più disparati, dall’abbigliamento all’oggettistica, dalla componentistica alle attrezzature e macchinari. E’ molto probabile che chi non ha fatto magazzino da prima delle festività del Capodanno Cinese, difficilmente riuscirà a ricevere le consegne prima di Maggio/Giugno.

Le aziende Cinesi sono alla presa con l’implementazione di nuovi protocolli sanitari negli ambienti di lavoro, che rallenteranno la produzione e ne aumentano i costi. I titolari sono stati obbligati a fornire due mascherine al giorno ad ogni dipendente, ridurre la concentrazione di lavoratori e fornire la lista di questi ad ogni cambio turno. Inoltre molti operai provengono dalle province limitrofe a Wuhan, epicentro del contagio, e saranno “invitati” a restare a casa, andando a creare una riduzione della forza lavoro.

Chi importa dalla Cina, come può tutelarsi?

In questi frangenti è importantissimo rimanere costantemente in contatto con i propri fornitori e fare scorte dove possibile. E’ consigliabile contrattare un prezzo di acquisto ora e incrementare gli ordinativi così da tutelarsi per l’aumento dei costi che è inevitabile arrivi a partire dalla metà dell’anno. Per chi ha in previsione viaggi in Cina è bene procurarsi mascherine in Italia, perché là già scarseggiano e quindi saranno sicuramente più care e non facili da reperire. Se il viaggio è per turismo, meglio rimandare ancora di qualche mese, per non rischiare di rimanere coinvolti in quarantene sanitarie e restrizioni alla mobilità.

Secondo te perché l’Italia ha deciso di interrompere i voli diretti da e per la Cina?

Ogni anno siamo visitati da circa 3 milioni di turisti Cinesi. Il 2020 è stato dichiarato l’anno del turismo e della cultura Italia-Cina, in occasione del 50° anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due paesi. Le stime ci dicono che l’Italia è la meta preferita in Europa dai turisti cinesi con un trend di crescita annuale del 20% (fonte: ilsole24ore.com) La decisione di chiudere i voli diretti penso sia stata una misura preventiva per disincentivare i viaggi in Italia poiché il nostro paese non sarebbe stato pronto a far fronte ad un’eventuale gestione di un alto numero di contagi, ma volando da/verso altri paesi con voli intermedi, è comunque possibile viaggiare tra le due nazioni.

Secondo te, come ha reagito il governo cinese al controllo dell’epidemia?

Chi non è mai stato in Cina, non ha idea del numero di persone che il governo Cinese deve gestire ogni giorno. Nel 2002-2003 ero in Cina quando scoppiò l’epidemia della SARS e, rispetto ad allora, il governo Cinese in questa nuova epidemia ha permesso ad aiuti internazionali di intervenire dimostrando una gestione molto più aperta, trasparente ed organizzata. C’è un patto “non scritto” tra i Cinesi ed il governo: lo stato mantiene il paese sicuro, limitando se serve le libertà individuali, ma permette ai cittadini di fare quello che meglio credono per migliorare la loro situazione economica. In trent’ anni la Cina ha contribuito a fare uscire dalla soglia della povertà circa 400 milioni di persone.

La comunità cinese locale come sta vivendo questa situazione?

Nell’area metropolitana di Pesaro vivono circa 300 cinesi, molti dei quali impegnati in attività commerciali di rivendita e ristorazione. Non mi sembra di aver sentito che abbiano subito casi di discriminazione, né a scuola né in città, ma i ristoratori lamentano un calo di presenze. Il 90% dei cinesi che vivono in Italia, quindi anche a Pesaro, provengono da Wenzhou, città portuale che si trova a circa 500km a sud di Shanghai. Per uscire da condizioni di estrema povertà, sono stati tra i primi a cercare fortuna in Europa. Questo ha poi portato ad uno scambio di interessi che ha consentito a molte aziende Italiane di investire in questa città cinese.

Di quali affari ti occupi con Sky Trade International?

Abbiamo aperto l’azienda di import/export nel 2008, al mio rientro permanente in Italia. Il vantaggio più importante è l’offerta di un acquisto Italia su Italia, dove i nostri clienti non devono impiegare nessuna risorsa per gestire le importazioni dalla Cina. Noi ci occupiamo di seguirli dall’ideazione, alla produzione, dal controllo qualità alla logistica delle spedizioni, dal carico sulla nave allo sdoganamento. Per chi vuole iniziare a lavorare con la Cina e vederne le potenzialità, noi organizziamo anche viaggi di lavoro con i nostri clienti almeno 2 volte all’anno.

Quali scenari ci aspettano da un raffredamento dei rapporti commerciali USA-CINA?

Secondo Eurostat, nel 2018 l’Italia ha importato beni dalla Cina per circa 31 miliardi di euro ed esportato beni per poco più di 13 miliardi di euro. Al contrario l’Italia ha una bilancia commerciale positiva verso gli Stati Uniti, importando beni per 23,2 miliardi di euro ed esportando 54,7 miliardi di beni (fonte: ilsole24ore.com). Quindi noi italiani comprando in Cina ed esportando negli Stati Uniti, possiamo subire ripercussioni solo da dazi doganali UE-USA. Mentre i dazi Americani verso i prodotti Cinesi, potrebbero spingere questi ad aumentare la loro presenza nel mercato Europeo, attraverso politiche commerciali a noi favorevoli.

In Cina i prezzi per le esportazioni sono dati solitamente in dollari e non in moneta locale (RMB). Oggi il cambio euro-dollaro è circa 1 a 1,08 e la differenza si trasforma in uno sconto all’acquisto. C’è sempre il rischio di perdere marginalità tra il prezzo del preventivo calcolato ad un certo cambio valuta, e quello al momento della conferma dell’ordine. Noi di Sky Trade, con la nostra esperienza, riusciamo ad evitare che (a meno che non avvengano cambiamenti profondi) questo possa ricadere sui nostri clienti, fornendo sempre un prezzo finale in euro, a prescindere dalle variazioni di cambio.

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