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venerdì 11 settembre 2026
Confindustria Marche, Cecchini: «Prima gli obiettivi, poi il nome del presidente»
newsIl confronto sulla futura Presidenza di Confindustria Marche deve partire dai programmi e dagli obiettivi per il sistema produttivo regionale, prima ancora che dai nomi.
È la posizione espressa da Massimo Cecchini, presidente di Confindustria Pesaro e Urbino, secondo il quale la prossima guida dell’associazione dovrà essere costruita attorno a un preciso programma industriale per i prossimi quattro anni.
Cecchini riconosce il lavoro svolto dal presidente uscente Roberto Cardinali, espressione di Confindustria Fermo, che ha rafforzato il rapporto con le istituzioni e portato al centro del confronto regionale temi come competitività, crescita dimensionale delle imprese, innovazione e infrastrutture.
Secondo il presidente di Confindustria Pesaro e Urbino, la prossima Presidenza dovrà consolidare questo percorso e, dove necessario, accelerarlo.
Tra le priorità indicate da Cecchini c'è innanzitutto il tema dell’energia.
Il costo dell’elettricità e del gas, sottolinea, continua a rappresentare uno svantaggio competitivo per l’industria rispetto ai principali concorrenti europei e internazionali.
Per una regione a forte vocazione manifatturiera come le Marche, viene quindi indicata la necessità di una strategia che combini sicurezza degli approvvigionamenti, competitività dei costi, sviluppo delle fonti rinnovabili e capacità produttiva del territorio.
Il secondo grande capitolo riguarda le infrastrutture e i collegamenti.
Per Cecchini, la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese marchigiane richiedono una visione integrata che comprenda strade, grandi assi viari, porto di Ancona, Aeroporto delle Marche, Interporto e rete ferroviaria.
L’obiettivo è rendere il territorio più accessibile sia verso il resto d’Italia sia, soprattutto, verso i mercati europei.
Tra le questioni considerate strategiche figura anche quella dei rifiuti industriali e dell’autosufficienza impiantistica.
Cecchini sostiene la necessità di ridurre il trasferimento fuori regione dei rifiuti, considerato anche come una perdita di valore economico per il territorio. In questo quadro indica la realizzazione del termovalorizzatore, chiedendo di avviare rapidamente il confronto sulla localizzazione e con le comunità interessate.
Un analogo approccio viene proposto per il tema delle cave e dell’approvvigionamento delle materie prime, ritenuto fondamentale per diverse filiere produttive marchigiane.
Secondo Cecchini serve una programmazione stabile e moderna, capace di conciliare le esigenze dell’industria con la tutela ambientale.
La strategia dovrebbe inoltre affrontare la crescita dimensionale delle imprese, la disponibilità di risorse umane qualificate, l’innovazione tecnologica e digitale, la formazione, l’accesso al credito e l’internazionalizzazione.
Tra gli obiettivi indicati anche la capacità delle Marche di attrarre investimenti e trattenere e attirare giovani sul territorio.
Per Cecchini, dunque, la futura Presidenza di Confindustria Marche dovrebbe nascere attorno a obiettivi chiari, misurabili e accompagnati da tempi definiti, attraverso un confronto forte con la Regione Marche e il Governo nazionale.
Il presidente di Confindustria Pesaro e Urbino propone quindi di «azzerare» temporaneamente la discussione sui nomi e concentrare il confronto sui contenuti e sulle priorità delle imprese marchigiane per i prossimi quattro anni.
Una volta definita la direzione da imprimere al sistema industriale regionale, sarà più semplice individuare la squadra e la figura imprenditoriale più adatta a guidarla.
Quanto alla scelta del candidato, Cecchini precisa che, in questa tornata e secondo quanto previsto dallo statuto, il nome sarà indicato alla Commissione di Designazione dalla territoriale di Pesaro.
L’obiettivo dichiarato è garantire continuità al lavoro della Presidenza Cardinali e rafforzare la collaborazione tra le cinque associazioni territoriali di Confindustria Marche.