Attualità
domenica 19 aprile 2026
Confartigianato Trasporti, verso il fermo nazionale: imprese in difficoltà chiedono risposte urgenti
newsIl settore dell’autotrasporto torna a lanciare un allarme sulle condizioni economiche delle imprese, nonostante i primi segnali di alleggerimento sul fronte energetico.
Nelle ultime ore, infatti, alcune pompe di carburante sono scese sotto la soglia dei 2 euro al litro, mentre il prezzo del petrolio è tornato sotto gli 80 dollari al barile, ma per gli operatori si tratta di indicatori ancora insufficienti rispetto a una crisi strutturale che dura da mesi.
A evidenziarlo sono Angelo Pisa e Luca Bocchino (in foto), presidente e responsabile Trasporti di Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino, che sottolineano come i ribassi non si riflettano in modo proporzionale sui prezzi alla pompa.
Secondo i dati, il costo del petrolio è diminuito del 10,25% nell’ultima settimana e del 12,17% nell’ultimo mese, ma questa flessione non si traduce in un reale sollievo per le imprese del comparto.
In questo contesto, il Comitato Esecutivo di UNATRAS ha deciso di proclamare un fermo nazionale dei servizi di trasporto, ritenuto ormai inevitabile in assenza di risposte concrete da parte del Governo.
Una scelta definita “dolorosa ma necessaria”, maturata dopo mesi di rincari e difficoltà operative che hanno messo in ginocchio molte aziende del settore.
Il comparto dell’autotrasporto rappresenta un pilastro dell’economia nelle province di Ancona, Pesaro e Urbino, con circa 2.000 imprese, 10.000 addetti e oltre 15 consorzi attivi tra il porto di Ancona, l’interporto di Jesi e i principali distretti produttivi del territorio.
Nonostante il recente rallentamento dei prezzi energetici, i costi restano elevati: si stimano circa 2.000 euro al mese per ogni mezzo solo per garantire l’operatività.
Le associazioni di categoria ribadiscono una serie di richieste già avanzate nei mesi scorsi: dall’emanazione del decreto attuativo sul credito d’imposta ai ristori per il mancato rimborso delle accise, fino a misure per sostenere la liquidità delle imprese, come la sospensione di versamenti fiscali e contributivi e moratorie su finanziamenti e leasing.
Sul tavolo anche la necessità di rafforzare i controlli contro fenomeni speculativi e garantire il rispetto delle regole contrattuali.
In attesa delle comunicazioni ufficiali sulle modalità del fermo, il settore guarda con cautela ai segnali di calo dei prezzi, nella speranza che possano tradursi rapidamente in benefici concreti.
Ma senza interventi strutturali, avvertono le imprese, il rischio è quello di un’ulteriore crisi con ripercussioni su tutta la filiera economica.