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mercoledì 10 giugno 2026

Comuni montani, CNA contro la nuova legge: Urbino e altri territori esclusi dai benefici per la montagna

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Comuni montani, CNA contro la nuova legge: Urbino e altri territori esclusi dai benefici per la montagna

La nuova legge sulla classificazione dei Comuni montani, promossa dal ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli, sta sollevando forti critiche da parte delle amministrazioni locali e delle associazioni di categoria.

Nelle Marche, e in particolare nella provincia di Pesaro e Urbino, numerosi territori storicamente riconosciuti come montani risultano esclusi dai nuovi parametri previsti dalla normativa.

Tra i casi più rilevanti emerge quello di Urbino, città simbolo dell’entroterra marchigiano e punto di riferimento per un’area caratterizzata da criticità infrastrutturali, difficoltà nei collegamenti e calo demografico.

Secondo i sindaci interessati, la nuova classificazione potrebbe comportare una significativa riduzione delle risorse destinate ai territori montani, con conseguenze dirette su trasporti, sanità territoriale, istruzione, manutenzione delle infrastrutture e sostegno alle imprese locali.

Le amministrazioni comunali parlano di una scelta definita “incomprensibile”, che non terrebbe conto delle reali condizioni geomorfologiche, economiche e sociali delle aree interne. 

Per questo motivo chiedono al Governo una revisione urgente dei criteri adottati.

A sostegno dei Comuni interviene anche la CNA di Pesaro e Urbino, che esprime piena solidarietà ai territori esclusi. 

Il segretario provinciale Antonio Bianchini sottolinea come la montagna non possa essere valutata esclusivamente attraverso parametri altimetrici, ma debba considerare anche fattori quali la fragilità demografica, la distanza dai servizi e le difficoltà infrastrutturali.

Secondo CNA, l’attuale normativa rischia di creare disparità tra territori confinanti, con effetti negativi sulle politiche di sviluppo locale, sull’accesso ai fondi dedicati alle aree interne e sulle opportunità per le imprese artigiane e le piccole attività economiche

Per questo l’associazione chiede alla Regione Marche e al presidente Francesco Acquaroli di portare la questione all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni, promuovendo una revisione complessiva della legge.

L’obiettivo condiviso da sindaci e associazioni di categoria è quello di salvaguardare le comunità delle aree interne, evitando che territori già esposti a spopolamento e carenza di servizi vengano ulteriormente penalizzati da una classificazione ritenuta non aderente alla realtà.

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