Attualità

martedì 08 settembre 2026

Commercio a Pesaro e Urbino, persi 177 milioni di euro dal 2019 al 2025

news
Commercio a Pesaro e Urbino, persi 177 milioni di euro dal 2019 al 2025

Meno negozi, meno ricchezza che rimane sul territorio. 

È il quadro tracciato da Confesercenti Pesaro e Urbino attraverso i dati sulla progressiva desertificazione commerciale tra il 2019 e il 2025

In sei anni, secondo le stime dell’associazione, la riduzione dei punti vendita fisici e la crescita delle quote di mercato dell’e-commerce hanno contribuito a spostare circa 16,7 miliardi di euro di spesa delle famiglie fuori dai circuiti economici territoriali a livello nazionale.

Nello stesso periodo, sempre secondo Confesercenti, in Italia hanno chiuso 111 mila imprese, con conseguenze non soltanto sulla disponibilità di negozi e servizi, ma anche sull’economia delle comunità locali.

L’associazione stima infatti che per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici, circa 70 euro rimangano sul territorio, attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità. 

L’e-commerce, sottolinea Confesercenti, può invece rappresentare un’opportunità quando si integra con il commercio tradizionale e permette anche alle piccole imprese di raggiungere nuovi mercati.

Il Centro Italia risulta, secondo i dati presentati, l’area maggiormente interessata dal fenomeno: tra il 2019 e il 2025 la quota di consumi uscita dal circuito dell’economia locale è stimata in oltre 5,3 miliardi di euro

Nelle Marche la cifra raggiunge 736 milioni di euro, mentre nella provincia di Pesaro e Urbino arriva a 177 milioni di euro

Seguono il Sud con circa 4 miliardi, il Nord-Ovest con quasi 3,2 miliardi, il Nord-Est con circa 2,6 miliardi e le Isole con oltre 1,6 miliardi.

Anche sul fronte delle imprese i dati provinciali evidenziano una contrazione. 

A Pesaro e Urbino, le imprese registrate nel commercio sono passate dalle 4.627 del 2019 alle 3.445 unità attive del 2025, con una diminuzione indicata da Confesercenti in 1.182 imprese, pari al 25,5%

Per il capoluogo, nello stesso periodo, si passa da 1.330 a 999 imprese, con una perdita di 331 unità, pari al 24,9%, e una stima di 50 milioni di euro usciti dal circuito economico locale.

La contrazione degli esercizi commerciali si riflette anche sugli addetti complessivi della provincia, passati da 11.516 a 10.344, con una riduzione di 1.172 unità, pari al 10,2%. 

Il numero degli imprenditori è sceso da 4.888 a 3.280, con una diminuzione del 32,9%, mentre i dipendenti sono aumentati da 6.628 a 7.064, pari a 436 persone in più (+6,6%).

A Pesaro città, gli imprenditori del settore sono passati da 1.374 nel 2019 a 902 nel 2025, con una perdita di 472 unità, pari al 34,4%. I dipendenti sono invece aumentati da 2.367 a 2.461, con 94 persone in più (+4%).

«Numeri che parlano di risorse economiche che ci sfuggono dalle mani oltre che di servizi che vengono meno», commenta il direttore provinciale di Confesercenti Alessandro Ligurgo, secondo cui i dati descrivono l’erosione del commercio di prossimità, considerato dall’associazione non soltanto un elemento di produzione di ricchezza, ma anche un presidio di socialità e sicurezza.

Ligurgo sottolinea inoltre il dato relativo all’occupazione: nonostante la forte diminuzione degli esercizi commerciali, il numero dei dipendenti del settore è cresciuto sia in provincia sia, in particolare, a Pesaro. 

Per Confesercenti, questo conferma il ruolo del commercio come motore occupazionale del territorio e rende necessario tutelare il commercio di vicinato.

Per l’associazione, le ricadute del commercio di prossimità vanno oltre la semplice attività di vendita e comprendono occupazione, sicurezza, coesione sociale, disponibilità di beni e servizi, redditi, immobili attivi, servizi professionali, manutenzioni e tributi locali

Da qui la richiesta di una politica pubblica specifica a sostegno del settore.

La mobilitazione a Pesaro

Per invertire la tendenza, Confesercenti prosegue anche a livello locale la mobilitazione a sostegno della legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”

La proposta punta, tra le altre cose, all’introduzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro), con agevolazioni fiscali, strumenti di sostegno economico e procedure amministrative semplificate.

Il testo della proposta prevede inoltre un Fondo nazionale per la rigenerazione urbana e un Osservatorio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per monitorare l’evoluzione del settore e individuare nuove strategie.

A Pesaro la raccolta firme riprenderà mercoledì 9 e giovedì 10 settembre, con un banchetto in via Branca, accanto alle Poste, nell’ambito della campagna nazionale “Confesercenti presenta i conti”.

La mobilitazione proseguirà anche nel weekend dell’11, 12 e 13 settembre, con i banchetti collocati in prossimità della Fiera di San Nicola, in Largo Aldo Moro, accanto all’ex Bramante

L’obiettivo indicato da Confesercenti è raggiungere 50.000 firme per portare la proposta di legge in Parlamento.

«Questa battaglia non riguarda soltanto una categoria ma il futuro delle nostre comunità», sottolinea il direttore di Confesercenti Pesaro Davide Ippaso, invitando commercianti e cittadini a partecipare alla mobilitazione.

Primo, registrazione presso il Tribunale di Pesaro n°3/2019 del 21 agosto 2019. P.Iva 02699620411

Primo utilizza Cookie di terze parti per personalizzare gli annunci pubblicitari e analizzare il traffico in ingresso. Fornisce informazioni ai Partner sul modo in cui utilizzi il sito, i quali potrebbero utilizzarle secondo quanto previsto delle proprie norme. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie clicca su Maggiori Info. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione acconsenti all’uso dei Cookie da parte dei servizi citati nell'Informativa Estesa.

Maggiori Info