Attualità
lunedì 27 aprile 2026
Coldiretti, 500 agricoltori marchigiani al Brennero contro falso Made in Italy e importazioni
newsAnche le Marche protagoniste al Brennero nella grande mobilitazione nazionale promossa da Coldiretti, con una delegazione di circa 500 agricoltori che ha raggiunto il valico altoatesino per denunciare le criticità legate alla concorrenza sleale e alla scarsa trasparenza sull’origine dei prodotti alimentari.
Una partecipazione significativa che evidenzia come il problema non riguardi solo alcune aree del Paese, ma coinvolga pienamente anche il tessuto agricolo marchigiano, già messo sotto pressione dall’aumento dei costi di produzione legati alle tensioni internazionali.
Negli ultimi anni, infatti, si registra un forte incremento delle importazioni: +75% in 10 anni fino a 662,5 milioni di euro e +96% in 15 anni fino a 765 milioni, con oltre un terzo dei prodotti provenienti da Paesi extra UE.
Particolarmente rilevante il peso del comparto agroalimentare importato, con circa il 60% legato a zootecnia, pesca e trasformati, che include carni, pesce, salumi, latte e formaggi venduti spesso a prezzi inferiori rispetto alle produzioni locali, generando una competizione diretta con il Made in Italy.
Secondo i dati del Centro Studi Divulga su base Ministero della Salute, nel 2025 nelle Marche sono state importate 11mila tonnellate di latte, 6500 tonnellate di cagliate e quasi 2000 chili di carne suina.
Al centro della mobilitazione la richiesta di una revisione del codice doganale europeo, in particolare della norma sull’“ultima trasformazione sostanziale”, che consente di etichettare come italiani prodotti realizzati con materie prime estere.
“Si tratta di uno dei principali fattori di distorsione del mercato – ha spiegato Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – con il rischio di svalutare il lavoro delle imprese agricole locali”.
Tra le richieste avanzate anche l’introduzione di una etichettatura d’origine obbligatoria e chiara su tutti i prodotti alimentari venduti nell’Unione Europea, ritenuta fondamentale per garantire trasparenza ai consumatori e tutela ai produttori.
Nel frattempo, Coldiretti rivendica un risultato importante con l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta “Legge Caselli”, considerata uno strumento chiave per rafforzare la lotta alle agromafie e garantire maggiore chiarezza lungo tutta la filiera produttiva.