Attualità
martedì 23 dicembre 2025
CGIL, lavoro in somministrazione nelle Marche: +82% in dieci anni, redditi bassi e forte discontinuità
newsl lavoro in somministrazione nelle Marche è cresciuto in modo significativo nell’ultimo decennio, passando dalle 14.749 persone assunte nel 2014 alle 26.881 unità nel 2024, con una variazione complessiva del +82,3%.
L’aumento risulta particolarmente concentrato nelle province di Ancona e Ascoli Piceno, secondo i dati diffusi dalla Cgil.
La maggioranza dei contratti è a tempo determinato, pari al 75,4% del totale, e coinvolge in misura rilevante i giovani under 29, che rappresentano il 36,6% dei lavoratori in somministrazione.
Significativa anche la presenza femminile, pari al 38,13%, così come quella dei lavoratori stranieri, che raggiungono il 31,5% del totale, con un incremento del +154,5% rispetto al 2014.
Il ricorso al lavoro somministrato resta prevalente nei settori della meccanica e della metallurgia, ma registra una crescita esponenziale anche nel terziario, in particolare nei comparti a più basso valore aggiunto.
Il reddito medio lordo annuo dei lavoratori in somministrazione si attesta a 10.968 euro, con valori inferiori per donne e under 30, penalizzati da un numero ridotto di ore lavorate e da una maggiore frammentazione delle giornate di impiego.
I dati evidenziano inoltre una forte discontinuità occupazionale: 20.881 lavoratori, pari al 77,7% del totale, risultano discontinui.
Tra le lavoratrici, il 71,8% percepisce un reddito lordo annuo inferiore ai 10mila euro.
Nel commentare il quadro emerso, la nuova coordinatrice marchigiana del Nidil Cgil, Loredana Guerrieri, sottolinea come il lavoro abbia progressivamente perso la funzione di spazio di crescita e realizzazione personale.
Eletta all’unanimità, Guerrieri subentra a Elisa Marchetti e proviene dalla Camera del Lavoro di Macerata, dove ricopre anche il ruolo di segretaria del Nidil provinciale e componente della commissione nazionale delle prestazioni Ebitemp.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare la rappresentanza dei lavoratori in somministrazione e autonomi, offrendo tutela a chi opera in un contesto occupazionale sempre più fragile e incerto.