Attualità
venerdì 16 ottobre 2026
Caro gasolio, autotrasporto Marche in mobilitazione: attesa per il confronto con il Governo il 27 ottobre
newsLe imprese dell’autotrasporto delle Marche restano in stato di mobilitazione a causa dell’aumento del costo del gasolio e attendono l’incontro del 27 ottobre 2026 tra le organizzazioni di categoria e i Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Economia e delle Finanze.
L’obiettivo è individuare soluzioni strutturali per contenere l’impatto dei rincari sui bilanci delle aziende del settore.
Le prime manifestazioni di protesta si sono registrate in Calabria, dove alla mobilitazione del comparto agricolo si sono uniti numerosi autotrasportatori.
La crescita dei costi di esercizio sta infatti mettendo sotto pressione le imprese, che devono sostenere spese sempre più elevate per garantire il trasporto delle merci.
Gasolio a 2,252 euro al litro a Pesaro e Urbino
Il costo del carburante rappresenta una delle principali criticità per il settore.
Secondo i dati sui prezzi alla pompa riportati da CNA FITA Marche, nella provincia di Pesaro e Urbino il gasolio self-service ha raggiunto un prezzo medio di 2,252 euro al litro, un valore indicato come sostanzialmente in linea con quello nazionale e superiore ai livelli degli anni precedenti.
Per le imprese che percorrono migliaia di chilometri ogni mese, il rincaro si traduce in un aumento significativo dei costi operativi. Una situazione particolarmente complessa per le piccole e medie aziende e per le imprese familiari, che spesso non riescono a trasferire integralmente gli aumenti lungo la filiera.
Nelle Marche operano 1.112 imprese di autotrasporto merci, con quasi 4.000 addetti.
Si tratta di una componente importante dell’economia regionale, impegnata quotidianamente a collegare distretti produttivi, aziende manifatturiere, commercio e mercati nazionali e internazionali.
CNA FITA Marche: «Servono risposte concrete e durature»
«Il malessere della categoria è reale e diffuso: gli aumenti del gasolio continuano a incidere pesantemente sui bilanci delle imprese, che spesso non riescono a trasferire questi maggiori costi lungo la filiera», dichiara Riccardo Battisti (in foto), responsabile regionale di CNA FITA Marche.
Battisti afferma di comprendere le ragioni della mobilitazione in corso in alcune aree del Paese, ma sottolinea la necessità di arrivare rapidamente a un confronto con il Governo per ottenere interventi capaci di garantire maggiore stabilità alle aziende.
La proposta: adeguamento automatico dei costi del gasolio
Tra le misure avanzate dalle associazioni dell’autotrasporto figura l’automatismo dell’extracosto del gasolio.
Il meccanismo consentirebbe di adeguare automaticamente il corrispettivo del trasporto quando il prezzo del carburante supera determinate soglie di variazione.
L’obiettivo è distribuire gli aumenti eccezionali in modo trasparente lungo la filiera logistica, evitando che il peso dei rincari ricada esclusivamente sulle imprese di trasporto.
Secondo i rappresentanti della categoria, una soluzione di questo tipo potrebbe contribuire a proteggere la sostenibilità economica delle aziende e a garantire maggiore prevedibilità dei costi.
«L’autotrasporto non chiede misure occasionali o emergenziali: occorrono strumenti capaci di garantire certezza e stabilità alle imprese», afferma Federico Bartolini, presidente di CNA FITA Pesaro e Urbino.
L’introduzione di un sistema automatico di adeguamento dei costi del carburante, aggiunge, rappresenterebbe una risposta utile non soltanto per gli autotrasportatori, ma anche per l’intera catena di approvvigionamento delle merci e per la competitività del sistema produttivo italiano.
Mobilitazione nelle Marche in attesa dell’incontro del 27 ottobre
In vista del confronto con i ministeri competenti, le imprese marchigiane mantengono alta l’attenzione sulla crisi dei costi energetici. CNA FITA chiede tempi rapidi e interventi strutturali, escludendo che misure temporanee possano rappresentare una risposta sufficiente alle difficoltà del comparto.
«La categoria sta dimostrando grande senso di responsabilità.
Tuttavia servono segnali concreti e tempi rapidi», conclude Battisti, ribadendo la disponibilità degli autotrasportatori marchigiani a sostenere iniziative utili a portare il problema all’attenzione delle istituzioni.
L’incontro del 27 ottobre rappresenta quindi un passaggio atteso dal settore per discutere possibili strumenti di sostegno e individuare soluzioni alla crescita dei costi del carburante, con ricadute che interessano l’intera filiera del trasporto e della distribuzione delle merci.