Attualità
venerdì 16 ottobre 2026
Caro gasolio, autotrasporto in crisi: convocato il tavolo al Ministero per il 27 ottobre
newsIl caro gasolio mette sotto pressione le imprese dell’autotrasporto e cresce la preoccupazione per le possibili ripercussioni sull’intera economia italiana. Dopo le ripetute richieste delle associazioni di categoria e l’ipotesi di un fermo avanzata da Unatras, il Governo ha convocato un tavolo tecnico per il 27 ottobre al Ministero dei Trasporti.
A lanciare l’allarme è Unatras, l’Unione nazionale delle associazioni dell’autotrasporto merci, di cui fa parte Confartigianato, che denuncia una situazione ormai oltre il livello di guardia. Le difficoltà economiche delle imprese, aggravate dai costi del carburante, si accompagnano alle tensioni registrate in Puglia e alle iniziative di protesta annunciate in Calabria e Sicilia da comitati e gruppi autonomi.
Secondo l’associazione, queste manifestazioni rappresentano il segnale di un malessere diffuso, legato alle difficoltà con cui le aziende cercano di mantenere operativa la propria attività. Il rischio denunciato è quello di una paralisi della logistica, con conseguenze sull’approvvigionamento delle merci e sul sistema economico nazionale.
Confartigianato: servono risposte concrete alle imprese
In vista del confronto con il Governo, Confartigianato torna a chiedere interventi urgenti per affrontare le criticità del comparto.
«Confartigianato torna a richiamare l’attenzione del Governo su alcune priorità che richiedono interventi urgenti», spiegano Angelo Pisa e Luca Bocchino (in foto), rispettivamente presidente e responsabile Trasporti di Confartigianato Ancona-Pesaro e Urbino.
Tra i problemi più rilevanti figura la mancata disponibilità dei crediti d’imposta, a distanza di quasi un anno dall’inizio della crisi, insieme ai 590 milioni di euro che, secondo quanto segnalato dall’associazione, non sono ancora stati stanziati per il rinnovo dei mezzi. Una situazione che rallenta gli investimenti e limita le prospettive di sviluppo delle imprese.
Contratti e controlli lungo la filiera
Un’altra priorità riguarda le clausole di adeguamento dei contratti al costo del gasolio. Confartigianato chiede di rafforzarne l’efficacia e di renderne più rapida l’applicazione, così da consentire alle imprese di adeguare i corrispettivi alle variazioni del carburante.
L’associazione sollecita inoltre controlli più incisivi sulla regolarità delle aziende di autotrasporto e sull’intera filiera, con l’applicazione di sanzioni nei confronti dei committenti in caso di violazioni.
Tra le richieste figurano anche una revisione delle modalità relative ai divieti di circolazione dei veicoli pesanti e l’accelerazione della digitalizzazione dei documenti di viaggio, con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti quotidiani delle imprese.
Le richieste all’Europa: regole, biocarburanti e neutralità tecnologica
Confartigianato richiama anche la necessità di seguire con attenzione le politiche europee che incidono sul settore, in particolare le norme sui tempi di guida e di riposo.
Sul fronte della transizione ecologica, l’associazione sostiene la necessità di garantire la neutralità tecnologica, promuovere l’utilizzo dei biocarburanti e introdurre programmi pluriennali di sostegno che accompagnino le aziende nel percorso di trasformazione del parco veicolare.
L’obiettivo è evitare che gli obblighi di adeguamento si traducano in ulteriori difficoltà economiche per imprese già sottoposte alla pressione dei costi operativi.
Autisti e condizioni di lavoro: le altre priorità
Nel documento trovano spazio anche le questioni legate al lavoro e alla disponibilità di conducenti. Confartigianato propone di semplificare le procedure relative alla Carta di qualificazione del conducente (CQC) e alle patenti, favorire l’impiego di tecnologie innovative e migliorare le aree di sosta per i mezzi pesanti.
Secondo l’associazione, queste misure contribuirebbero a rendere più agevole l’attività quotidiana degli autisti e a migliorare le loro condizioni di lavoro.
«Si tratta di interventi normativi che non comportano oneri finanziari e che, proprio per questo, potrebbero essere recepiti rapidamente dal Governo e tradotti in provvedimenti legislativi e amministrativi, offrendo risposte concrete alle esigenze delle imprese dell’autotrasporto», sottolineano Pisa e Bocchino.
Il tavolo tecnico del 27 ottobre rappresenta quindi un passaggio importante per il comparto, chiamato a fronteggiare costi elevati e difficoltà strutturali. Le associazioni chiedono che il confronto si traduca in misure tempestive per tutelare le imprese, la continuità dei trasporti e la tenuta della filiera logistica italiana.