Attualità
sabato 11 aprile 2026
Caro energia, CNA: +7 miliardi di costi per imprese e famiglie, Pesaro e Urbino tra i territori colpiti
newsGli aumenti dei costi dell’energia stanno producendo pesanti ripercussioni su imprese e famiglie della provincia di Pesaro e Urbino, in linea con quanto accade a livello nazionale.
Secondo le stime della CNA, lo shock energetico legato al conflitto nel Golfo comporta un incremento complessivo della spesa superiore ai 7 miliardi di euro nel periodo tra marzo e maggio, pari a circa 100 milioni di euro al giorno.
A incidere maggiormente è il gasolio, seguito dal gas per uso domestico e non residenziale.
Tra il 28 febbraio e il 10 aprile, l’impennata del prezzo del gasolio ha generato maggiori costi per 1,7 miliardi di euro, mentre risultano più contenuti gli aumenti su benzina (+200 milioni) e su GPL e metano per autotrazione (+30 milioni).
Per il gasolio, l’Italia si colloca tra i Paesi europei con gli incrementi più elevati, con un rincaro del 31%, superata solo da Germania e Austria.
Sul fronte del gas, la CNA stima una maggiore spesa di circa 3 miliardi di euro, dovuta anche alla diffusione di contratti a tariffe indicizzate.
Per quanto riguarda l’energia elettrica, il rincaro complessivo raggiunge i 2,2 miliardi di euro.
L’aumento dei costi energetici determina inoltre un extragettito IVA superiore a 1 miliardo di euro.
«Anche se il conflitto nel Golfo terminasse oggi, la maggiore spesa per energia e carburanti supererebbe comunque i 7 miliardi di euro», sottolinea il presidente della CNA Dario Costantini, evidenziando come l’Italia resti tra i Paesi europei più esposti alla volatilità dei prezzi energetici.
Secondo la CNA, è necessario intervenire con misure strutturali: la restituzione dell’extragettito IVA rappresenta un primo passo per attenuare i rincari, ma risulta fondamentale una riforma del sistema energetico per ridurre i costi, soprattutto per le piccole imprese, dove la componente energia incide solo per circa il 50% del totale delle bollette.