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sabato 28 marzo 2026

Caro energia, allarme CNA: rischio costi fuori controllo per 32mila imprese a Pesaro e Urbino

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Caro energia, allarme CNA: rischio costi fuori controllo per 32mila imprese a Pesaro e Urbino

Sono oltre 32mila le piccole imprese della provincia di Pesaro e Urbino, per un totale di più di 85mila dipendenti, esposte al rischio di un aumento fuori controllo dei costi energetici. 

Si tratta di attività in cui l’energia incide in modo significativo sui costi complessivi, con percentuali che oscillano tra il 12% e il 40%.

I rincari colpiscono trasversalmente numerosi settori: dalle lavanderie ai centri estetici, dai meccatronici all’autotrasporto, fino alla lavorazione della ceramica, del vetro, della pelle e dei materiali lapidei. 

Pur non essendo grandi consumatori, queste imprese risultano tra le più vulnerabili agli aumenti di gas e carburanti.

Secondo le stime del Centro studi CNA, se l’attuale livello dei prezzi energetici dovesse proseguire fino a maggio, il sistema produttivo italiano potrebbe sostenere un aumento di circa 6 miliardi di euro su base annua rispetto al 2025. In caso di prolungamento della crisi nel Golfo fino a fine anno, la stangata potrebbe salire fino a 30 miliardi di euro in più.

Tra le categorie più esposte figurano le tinto-lavanderie, dove il costo dell’energia ha raggiunto il 35% delle spese totali, con una spesa media annua passata da 17mila a una previsione di 22mila euro

Situazione critica anche per i centri estetici, dove le bollette incidono tra il 23% e il 32%, con costi compresi tra 32mila e 46mila euro annui.

Altri comparti come la concia del cuoio, la lavorazione del ferro e della ceramica registrano un’incidenza tra il 15% e il 20%, mentre nel settore del vetro si arriva fino al 30%

Più contenuto l’impatto per alimentare e meccanica, dove l’energia pesa rispettivamente per circa il 7% e il 4-5%, ma resta comunque un fattore critico.

“L’Italia si conferma tra i Paesi europei più vulnerabili durante gli shock energetici”, sottolinea il presidente CNA Dario Costantini, evidenziando come il protrarsi delle tensioni internazionali possa aggravare ulteriormente la situazione.

A livello locale, il presidente CNA di Pesaro e Urbino Michele Matteucci (foto) lancia l’allarme: “Un aumento dei costi insostenibile che potrebbe portare molte imprese a sospendere l’attività o addirittura chiudere”

La richiesta è chiara: servono interventi strutturali e immediati, non misure temporanee, per contenere i prezzi dell’energia e garantire la tenuta del tessuto economico.

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