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lunedì 05 ottobre 2026

Carburanti ed energia, allarme CNA: a Pesaro e Urbino aumentano i costi per imprese e famiglie

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Carburanti ed energia, allarme CNA: a Pesaro e Urbino aumentano i costi per imprese e famiglie

Il costante aumento del costo dei carburanti e dell’energia sta aumentando la pressione economica su famiglie e imprese, con ripercussioni sul sistema produttivo della provincia di Pesaro e Urbino. Secondo la CNA territoriale, dall’inizio della crisi internazionale legata al conflitto in Iran, il maggior costo sostenuto dal sistema economico italiano avrebbe raggiunto circa 16,5 miliardi di euro rispetto ai livelli di febbraio. Quasi la metà dell’aggravio sarebbe riconducibile all’aumento dei carburanti alla pompa, mentre la restante parte deriverebbe dai rincari di energia elettrica e gas.

A livello locale, i dati elaborati sulla base delle rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano prezzi elevati dei carburanti nella provincia di Pesaro e Urbino. Alcune compagnie hanno introdotto un price cap, con benzina a 1,99 euro al litro e gasolio a 2,19 euro, ma in molti impianti del territorio i valori risultano superiori. La benzina viene indicata mediamente tra 2,09 e 2,14 euro al litro, con punte al servito comprese tra 2,37 e 2,39 euro. Per il gasolio, i prezzi oscillano tra 2,28 e 2,31 euro al litro, arrivando in alcuni casi a 2,39 euro.

Il rincaro incide in particolare sul tessuto produttivo provinciale, composto in larga parte da micro e piccole imprese attive nell’artigianato, nei trasporti, nell’edilizia, nell’impiantistica e nei servizi. Si tratta di attività che utilizzano quotidianamente mezzi aziendali per raggiungere clienti, cantieri e distretti produttivi, sostenendo quindi direttamente l’aumento dei costi di mobilità.

A preoccupare la CNA è anche l’andamento dell’energia elettrica. Il Prezzo Unico Nazionale (PUN), secondo i dati riportati dall’associazione, è aumentato di circa l’82% rispetto a febbraio, con possibili conseguenze sulle prossime bollette di imprese e famiglie.

«Per centinaia di nostre imprese artigiane della provincia di Pesaro e Urbino, ogni pieno d'auto o di furgone rappresenta ormai un costo straordinario insostenibile, che si va a sommare ai rincari di bollette, materie prime, oneri finanziari e pressione fiscale – affermano Antonio Bianchini, segretario CNA Pesaro e Urbino, e Michele Matteucci, presidente CNA Pesaro e Urbino –. Il rischio concreto è che molte realtà locali siano costrette a rinviare investimenti, assunzioni e progetti di innovazione solo per riuscire a coprire le spese della gestione quotidiana».

Secondo la CNA territoriale, la combinazione dei rincari potrebbe produrre un effetto a catena sui costi di trasporto, spedizione e produzione, con possibili ripercussioni sui prezzi finali e quindi sui consumi delle famiglie della provincia.

«Le nostre piccole imprese non possono continuare a fare da bancomat all’emergenza energetica – incalzano Bordoni e Matteucci –. Ogni euro sottratto alle aziende del territorio per pagare carburante e bollette è un euro tolto allo sviluppo, all’innovazione e alla competitività della nostra provincia». La CNA chiede quindi interventi immediati e strutturali, indicando tra le priorità la trasparenza nella formazione dei prezzi alla pompa, l’impiego del maggior gettito fiscale derivante dall’IVA sui rincari a sostegno di imprese e famiglie e una politica energetica in grado di ridurre l’esposizione del sistema economico alle crisi.

L’allarme guarda anche ai prossimi mesi. Con l’arrivo della stagione fredda e il conseguente aumento dei consumi di gas ed elettricità, secondo la CNA la pressione sui costi potrebbe spostarsi progressivamente dai carburanti alle bollette, aggravando una situazione già complessa per le imprese del territorio.

«Se non si interviene rapidamente – concludono Matteucci e Bordoni – l’aumento dei costi energetici finirà per congelare la crescita della nostra provincia proprio nel momento in cui gli imprenditori hanno bisogno di certezze per programmare il proprio futuro».

I prezzi medi dei carburanti nelle province marchigiane

Secondo l’elaborazione riportata nel testo, basata sui dati Osservaprezzi MIMIT, i prezzi medi sono i seguenti:

Provincia Benzina €/l Gasolio €/l
Ascoli Piceno 2,066 2,179
Pesaro e Urbino 2,059 2,162
Ancona 2,053 2,159
Fermo 2,052 2,160
Macerata 2,052 2,161

I dati riportati mostrano per Pesaro e Urbino un prezzo medio di 2,059 euro al litro per la benzina e di 2,162 euro al litro per il gasolio tra le province marchigiane considerate.

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