Attualità
giovedì 05 marzo 2026
Carburanti in aumento, CNA Fita: rincari fino a 13mila euro l’anno per ogni camion
newsL’escalation del conflitto in Iran sta producendo effetti immediati sui mercati energetici con gasolio e carburanti in forte aumento, mentre il gas torna a toccare quotazioni elevate e le bollette per famiglie e imprese si prospettano in crescita.
Secondo CNA Fita, la situazione rischia di mettere sotto pressione il settore dell’autotrasporto e l’intero sistema delle catene di approvvigionamento del Paese.
Le prime conseguenze si registrano già alla pompa. In appena cinque giorni, secondo le stime dell’associazione, l’aumento dei prezzi del carburante comporta un aggravio di oltre 2.400 euro l’anno per un mezzo pesante che percorre circa 100mila chilometri.
Un incremento che, in un contesto di margini ridotti per le imprese del settore, viene considerato particolarmente critico.
Il quadro potrebbe peggiorare ulteriormente se le tensioni nello Stretto di Hormuz dovessero proseguire.
Le stime indicano un possibile rincaro di 0,445 euro al litro, pari a circa il 25%, che si tradurrebbe in oltre 13mila euro di costi aggiuntivi annui per ogni automezzo.
Gli autotrasportatori parlano di una situazione ormai esasperante, con aumenti dei carburanti che proseguono dalla fase post-pandemia e che ora raggiungono livelli difficilmente sostenibili.
Secondo Riccardo Battisti, responsabile provinciale FITA CNA, si registrerebbero anche dinamiche speculative.
«Che si tratti di speculazione è sotto gli occhi di tutti – afferma – basti pensare al caso dell’HVO, il biocarburante di seconda generazione che consente una riduzione fino al 90% delle emissioni di CO2 rispetto al gasolio».
Battisti evidenzia che il prezzo dell’HVO è passato da 1,63 euro al litro del 25 febbraio a 1,878 euro del 4 marzo, nonostante si tratti di un carburante derivato da oli vegetali e scarti organici e non direttamente dal petrolio. In questo caso, l’aumento dei costi annui per ogni mezzo può arrivare fino a 7mila euro.
Di fronte a questa situazione CNA Fita chiede un credito d’imposta straordinario, destinato a sostenere tutte le imprese dell’autotrasporto indipendentemente dalla classe ambientale e dalla massa dei veicoli, esteso a gasolio, AdBlue e gas per autotrazione.
L’associazione propone di utilizzare l’extragettito IVA generato dall’aumento dei prezzi per calmierare il costo dei carburanti.
Un’altra criticità riguarda il sistema di rimborso delle accise per i mezzi oltre 75 quintali.
Attualmente il rimborso viene richiesto su base trimestrale ma viene incassato solo dopo diversi mesi.
In caso di aumenti di 20 centesimi al litro, un’impresa che percorre 100mila chilometri l’anno si trova ad anticipare allo Stato circa 6mila euro per ogni camion in attesa della compensazione.
Per questo CNA Fita chiede da tempo la compensazione automatica del credito al momento della richiesta.
Infine l’associazione evidenzia la situazione degli autotrasportatori di prossimità, ovvero quelli con mezzi inferiori a 75 quintali, che non hanno accesso ad alcuna forma di compensazione nonostante molti abbiano investito recentemente in veicoli a minore impatto ambientale.