Attualità

venerdì 20 marzo 2020

Biancani: "Stiamo sollecitando il governo per alcune modifiche del Decreto Cura Italia"

Biancani: "Stiamo sollecitando il governo per alcune modifiche del Decreto Cura Italia"

di Andrea Biancani, consigliere regionale

Con Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, il Governo detta “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori dei vari settori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

In questi giorni la Regione Marche, come le altre regioni, sta sollecitando il governo per modificare alcune delle criticità del Decreto Cura Italia con l'obiettivo di migliorarlo. Si sta discutendo, con le rappresentanze delle associazioni degli imprenditori e dei sindacati, anche delle professioni ordinistiche che stanno subendo la crisi economica generata dalle misure di contenimento del virus.

In particolare degli articoli 27 e 28 che dispongono una indennità di euro 600 per il mese di marzo a favore di liberi professionisti e lavoratori autonomi, non iscritti a forme previdenziali obbligatorie tranne la gestione separata INPS e dell'art. 44 che raccoglie le istanze dei professionisti iscritti alle casse previdenziali di diritto privato istituendo un fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori dipendenti e autonomi che abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il rapporto di lavoro.

I professionisti evidenziano che il decreto Cura Italia non li tuteli. Infatti tutti coloro che sono iscritti a casse previdenziali diverse dall'Inps (avvocati, architetti, commercialisti ecc.) non avranno diritto ai 600 euro di indennizzo previsti a marzo ma dovranno attendere successivi decreti (art.44) sperando di ottenere qualcosa in più ad aprile quando il governo presenterà un nuovo decreto per gestire l’impatto del coronavirus su aziende e lavoratori.

Altra richiesta è la possibilità di dare più autonomia e libertà di manovra alle varie Casse di appartenenza.

Importante invece la possibilità di accedere anche alla cassa integrazione in deroga anche per gli studi professionali e per i loro dipendenti.

Il momento che stiamo vivendo è molto difficile.

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