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lunedì 14 settembre 2026
BCC del Metauro compie 115 anni: una storia di cooperazione e vicinanza al territorio
newsLa Banca di Credito Cooperativo del Metauro compie 115 anni.
La sua storia affonda le radici nel 1911, quando a Orciano di Pesaro nacque la Cassa Rurale Cattolica di Prestiti, società cooperativa in nome collettivo fondata da 26 soci, tra cui sei sacerdoti, e ispirata al modello Wollemborg.
Nel 1912 nacque una realtà analoga a Sant’Ippolito, costituita da 16 soci.
Dopo oltre mezzo secolo di attività autonoma, nel 1977 le due realtà si unirono dando vita alla Cassa Rurale ed Artigiana di Orciano e Sant’Ippolito.
Nel 1994 arrivò la denominazione di Banca di Credito Cooperativo di Orciano di Pesaro e Sant’Ippolito, mentre nel 2005 l’istituto assunse l’attuale denominazione di BCC del Metauro, anche in relazione all’ampliamento della rete, oggi composta da 14 sportelli dalla sede di Orciano alla filiale di Mercatale.
Per celebrare l’anniversario è in programma sabato 19 settembre, dalle 21.15, alla discoteca Tris di Schieppe di Orciano, l’iniziativa “Buon compleanno BCC”, riservata a soci e clienti.
La serata prevede la presenza di un ospite comico, la musica dal vivo dell’Orchestra Gianmarco Bugatti e sorprese dedicate ai soci.
Il presidente Camillo Conti e la direttrice generale Gabriella Mariani sottolineano il significato dell’appuntamento, legato ai valori di cooperazione e vicinanza alle comunità locali.
Per Conti, la mission della BCC è essere intermediaria della fiducia dei soci e sostenere lo sviluppo del territorio, promuovendo partecipazione, coesione, occupazione e qualità della vita.
Al centro della riflessione della banca c’è anche il tema della presenza dei servizi nei piccoli centri dell’entroterra.
La crescente digitalizzazione e la riduzione dei costi nel settore bancario hanno portato alla chiusura di numerosi sportelli, mentre una parte della popolazione, soprattutto nelle aree interne, continua ad avere bisogno della presenza fisica della banca.
In questo scenario, la BCC del Metauro rivendica il ruolo delle filiali e degli sportelli bancomat come presidi sociali e culturali, oltre che bancari, in territori interessati da fenomeni di desertificazione.
La conoscenza diretta delle comunità e la relazione personale, secondo Conti, restano elementi centrali anche nelle decisioni relative ai finanziamenti e alle misure di sostegno.
Per la BCC del Metauro, dunque, la digitalizzazione rappresenta un’opportunità ma non può sostituire il rapporto umano.
Un principio sintetizzato nella frase scelta dal presidente per descrivere la filosofia dell’istituto: «Prima dei numeri c’è la comunità».