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lunedì 20 aprile 2026

Autotrasporto, CNA-Fita: “No ad ambiguità sullo sciopero, servono regole e risposte concrete”

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Autotrasporto, CNA-Fita: “No ad ambiguità sullo sciopero, servono regole e risposte concrete”

La crisi del settore dell’autotrasporto, aggravata dal caro carburanti, sta generando confusione e tensioni, tra iniziative non coordinate e comportamenti ritenuti ambigui. 

In questo contesto CNA-Fita Marche ribadisce con fermezza la propria linea: mobilitazione sì, ma nel pieno rispetto delle regole.

“Salire sulle barricate solo per visibilità non serve alla categoria”, afferma Riccardo Battisti (foto) responsabile di CNA-Fita delle Marche , sottolineando come ambiguità e mancanza di chiarezza rischino di produrre effetti negativi sull’intero comparto.

CNA-Fita, che aderisce a UNATRAS, evidenzia come il fermo durante il quale si è verificata la tragedia sull’autostrada A1 – con la morte di un autotrasportatore nel Casertano – sia stato proclamato da una sigla estranea all’organismo unitario. Una mobilitazione avvenuta, secondo l’associazione, in violazione delle norme previste dalla Legge 146/1990, che disciplina il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Nel mirino, in particolare, il mancato rispetto del preavviso minimo di 25 giorni e della cosiddetta “rarefazione oggettiva”, che impedisce la concentrazione di più scioperi nello stesso settore in un arco temporale ristretto.

“Non si tratta di un errore procedurale, ma di una violazione consapevole”, viene sottolineato.

Una condotta che, secondo UNATRAS, ha esposto i lavoratori a rischi evitabili e che rende inaccettabile qualsiasi confronto con chi non rispetta le regole fondamentali. 

L’organismo chiede quindi alla Commissione di Garanzia e alle autorità competenti di applicare le sanzioni previste.

CNA-Fita e UNATRAS ribadiscono invece di aver seguito un percorso corretto: stato di agitazione, preavviso regolare, comunicazione agli organi competenti e garanzia dei servizi minimi.

Il fermo nazionale UNATRAS è dunque confermato: dalle ore 00:01 del 25 maggio alle ore 24:00 del 29 maggio 2026.

“Ci rivolgiamo al Governo con chiarezza – conclude Battisti – il tempo delle risposte interlocutorie è finito”. 

Al centro delle richieste restano misure compensative contro l’aumento dei costi del carburante e l’apertura di un confronto serio per tutelare un settore strategico per l’economia nazionale.

Primo, registrazione presso il Tribunale di Pesaro n°3/2019 del 21 agosto 2019. P.Iva 02699620411

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