Attualità
martedì 29 settembre 2026
Aset firma il Patto per la Resilienza idrica di Utilitalia: oltre 8 milioni di euro l’anno per il servizio idrico
newsLa Water Resilience Strategy europea indica la necessità di rafforzare la capacità dei sistemi idrici di affrontare gli effetti di un clima sempre più estremo.
In questo quadro Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche, ha definito sei linee d’azione e un pacchetto di proposte rivolte alle istituzioni e al regolatore.
L’obiettivo è rendere il servizio idrico più efficiente e resiliente, superando progressivamente una gestione basata sull’emergenza a favore della prevenzione.
È in questo contesto che Aset Spa ha aderito al “Patto per la Resilienza idrica”, siglando l’accordo in occasione dell’evento di apertura del Festival dell’Acqua organizzato da Utilitalia.
«Aderire al Patto significa condividere un impegno che ASET porta avanti da tempo: passare da una logica di intervento sull’emergenza a una sempre più orientata alla prevenzione, all’innovazione e alla capacità di rendere il nostro sistema idrico più efficiente e resiliente», sottolinea il presidente di Aset Spa Giacomo Mattioli.
Sul Servizio Idrico Integrato, spiega Mattioli, Aset investe oltre 8 milioni di euro ogni anno, destinati in particolare al risanamento e all’estensione delle reti e al potenziamento delle infrastrutture.
L’azienda sta inoltre realizzando nuovi impianti tecnologicamente avanzati, tra cui quelli basati sull’osmosi inversa, e investendo nella digitalizzazione e nel monitoraggio delle reti.
Secondo i dati forniti da Aset, queste attività consentono di individuare più rapidamente le criticità, intervenire sulle dispersioni e mantenere le perdite idriche al di sotto del 20%.
Per il presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro, la resilienza della risorsa idrica riguarda la qualità della vita, la tenuta del sistema economico e la sicurezza energetica del Paese.
Da qui la richiesta di accompagnare gli investimenti delle imprese con politiche e strumenti adeguati, in particolare nei territori maggiormente esposti alle fragilità legate agli effetti dei cambiamenti climatici.
Il Patto individua sei linee d’azione strategiche.
La prima riguarda il rafforzamento della gestione industriale e la piena applicazione della regolazione del settore su tutto il territorio nazionale.
La seconda punta allo sviluppo di un sistema idrico water-smart, attraverso competenze, innovazione, digitalizzazione, interoperabilità dei dati e meccanismi regolatori premianti.
La terza linea d’azione riguarda aggregazioni e cooperazione, con l’obiettivo di superare la frammentazione gestionale e rafforzare la capacità di investimento.
La quarta propone di integrare infrastrutture, risorsa ed ecosistemi nel ciclo dell’acqua, attraverso riuso, protezione delle falde, accumulo e soluzioni basate sulla natura.
La quinta linea punta a promuovere una cultura dell’acqua, attraverso campagne di sensibilizzazione e una collaborazione strutturata con il mondo della scuola.
Infine, la sesta individua nei gestori delle vere e proprie “sentinelle territoriali”, chiamate a svolgere un ruolo centrale nella prevenzione degli impatti del cambiamento climatico, anche attraverso la semplificazione delle autorizzazioni e un adeguato riconoscimento tariffario degli investimenti innovativi.