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martedì 07 aprile 2026

Artigianale, nuove regole: stop agli abusi, sanzioni fino all’1% del fatturato

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Artigianale, nuove regole: stop agli abusi, sanzioni fino all’1% del fatturato

Da oggi la parola “artigianale” assume un significato giuridico preciso: con l’entrata in vigore della nuova disciplina prevista dalla legge annuale per le PMI, l’utilizzo delle denominazioni artigianato e artigianale è riservato esclusivamente alle imprese iscritte all’Albo e che producono direttamente beni e servizi qualificati come tali.

La norma introduce anche un sistema sanzionatorio rilevante: per chi utilizza impropriamente queste definizioni sono previste sanzioni fino all’1% del fatturato, con un minimo di 25mila euro, segnando un cambio di passo nella tutela del settore e dei consumatori.

Secondo Michele Matteucci, si tratta di un intervento atteso: “l’artigianato non può essere ridotto a una leva di marketing”, ma rappresenta competenza, qualità e identità produttiva

Negli ultimi anni, infatti, l’uso generico del termine ha generato concorrenza sleale e disorientamento nei consumatori, spesso portati a considerare autentici prodotti che non lo erano.

La nuova normativa punta quindi a ristabilire trasparenza e verità nel mercato, imponendo che dietro definizioni come “gelato artigianale”, “tavolo artigianale” o “abito sartoriale” ci siano lavorazioni reali, competenze specifiche e processi produttivi autentici, non semplici strategie commerciali.

Il provvedimento assume un valore ancora più rilevante nelle Marche, dove l’artigianato rappresenta uno dei pilastri dell’economia regionale: la regione è prima in Italia per incidenza delle imprese artigiane con dipendenti (33,1%) e conta oltre 38mila imprese e circa 120mila addetti, con un peso significativo anche sul valore aggiunto.

Come evidenziato da Antonio Bianchini, difendere il significato del termine artigianale significa tutelare imprese, lavoratori e consumatori, soprattutto in una fase economica ancora complessa. 

I dati più recenti indicano infatti una flessione del settore nel 2025, con calo delle imprese e dell’occupazione, e difficoltà particolarmente marcate nei comparti moda, legno-arredo e meccanica.

In questo contesto, la norma rappresenta un passaggio fondamentale: valorizzare il lavoro autentico, garantire concorrenza leale e rafforzare la fiducia dei consumatori

Resta ora centrale il tema dei controlli e dell’applicazione concreta, perché – come sottolineato – le regole producono effetti solo se rispettate.

Per CNA Pesaro e Urbino, si tratta di una misura che restituisce dignità al lavoro artigiano e riconosce il valore di un settore chiave per l’economia e l’identità del territorio.

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