Attualità
sabato 06 giugno 2026
Affitti in crescita, stipendi fermi: a Pesaro il costo della casa pesa sempre di più su famiglie e imprese
newsIl costo della casa continua a crescere mentre gli stipendi avanzano a un ritmo molto più lento.
È il quadro che emerge dall’ultima analisi elaborata dalla CNA nazionale sui dati dell’Agenzia delle Entrate, che mette in evidenza come l’accesso agli alloggi in affitto stia diventando una delle principali criticità economiche e sociali del Paese.
Tra il 2019 e il 2025 i canoni di locazione nei principali capoluoghi italiani sono aumentati in misura compresa tra il 19% e quasi il 50%, mentre le retribuzioni nette hanno registrato incrementi molto più contenuti, oscillando tra il 7% e il 15%. Una forbice che rende sempre più difficile per studenti, lavoratori e famiglie sostenere il costo dell’abitare, soprattutto nei centri urbani più attrattivi.
Anche Pesaro risente di questa dinamica. Secondo i dati analizzati dalla CNA, nel 2019 l’affitto medio di un appartamento di 70 metri quadrati era pari a 560 euro al mese.
Nel 2025 il canone è salito a circa 670 euro mensili, con un incremento del 20% in cinque anni. Su base annua significa una spesa di 8.040 euro per un’abitazione di dimensioni medie.
A fronte di uno stipendio netto medio di circa 1.850 euro mensili, l’affitto assorbe oggi il 36% della retribuzione.
Un dato che colloca Pesaro al 49° posto nella graduatoria nazionale del rapporto tra costo dell’affitto e stipendio, su un totale di 109 città analizzate.
Una posizione migliore rispetto ad Ancona, ma meno favorevole rispetto a Macerata, Ascoli Piceno e Fermo.
La questione non riguarda soltanto le famiglie. La difficoltà nel reperire alloggi a prezzi sostenibili sta diventando un problema anche per il sistema produttivo.
Sempre più micro e piccole imprese segnalano ostacoli nel trovare personale qualificato disposto a trasferirsi nei territori dove il costo della casa è elevato e l’offerta abitativa risulta insufficiente.
«Il tema dell’abitare non rappresenta più soltanto una questione sociale – afferma il presidente nazionale CNA, Dario Costantini – ma una vera emergenza economica che rischia di frenare crescita, investimenti e sviluppo locale».
Sulla stessa linea il presidente di CNA Pesaro e Urbino, Michele Matteucci, che sottolinea la necessità di aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, recuperando il patrimonio immobiliare inutilizzato e incentivando interventi di rigenerazione urbana.
Per il segretario provinciale CNA, Antonio Bianchini, servono invece strumenti strutturali in grado di incidere sul mercato: «Un Piano casa efficace e incentivi adeguati alla riqualificazione immobiliare sono indispensabili per evitare città sempre più costose, meno accessibili e incapaci di trattenere giovani, lavoratori e professionalità fondamentali per la crescita economica del territorio».
L’analisi conferma dunque come la questione abitativa sia diventata una delle sfide centrali per il futuro delle città, con effetti che vanno ben oltre il mercato immobiliare e che coinvolgono direttamente sviluppo economico, occupazione e qualità della vita.