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lunedì 17 agosto 2026
Acquedotto Pesaro, Biancani chiede all’Aato il riequilibrio degli investimenti: servono altri 30 milioni
newsDopo le tre rotture della condotta principale dell’acquedotto, il sindaco di Pesaro Andrea Biancani torna a chiedere un intervento strutturale sulla rete e annuncia una richiesta ufficiale all’Aato per un riequilibrio degli investimenti. Nei prossimi giorni il sindaco formalizzerà la richiesta di redistribuire le risorse tenendo conto anche del numero di abitanti e dei servizi garantiti dall’infrastruttura.
Secondo Biancani, l’emergenza che ha lasciato Pesaro senz’acqua per circa due giorni dimostra che non è più possibile rinviare il rifacimento della condotta principale. L’infrastruttura serve infatti un bacino di circa 230mila abitanti, pari a circa due terzi della popolazione della provincia, interessando Pesaro, Fano, Montelabbate, Vallefoglia, Tavullia e parte dei territori di San Costanzo e Cartoceto.
Il sindaco sostiene che una parte consistente delle risorse destinate agli investimenti nel servizio idrico provenga dalle bollette pagate anche dai cittadini pesaresi e chiede quindi un maggiore equilibrio territoriale nell’utilizzo dei fondi. «Le risorse ci sono, vanno spese con il giusto equilibrio territoriale», afferma Biancani, indicando nella condotta principale una delle priorità infrastrutturali del territorio.
Per il rifacimento complessivo della parte più vecchia della condotta, realizzata in cemento e considerata quella maggiormente critica, sono necessari oltre 50 milioni di euro. Al momento risultano già finanziati 22 milioni, che consentiranno interventi su circa 10 dei 27 chilometri complessivi. Per completare l’opera sulla parte restante, secondo le stime indicate dal sindaco, servono altri 30 milioni di euro.
Biancani chiede alla Regione e allo Stato di finanziare queste risorse nei prossimi mesi. In caso contrario, propone ai sindaci dell’Aato di destinare dal prossimo anno una parte delle risorse già versate attraverso le tariffe per completare l’intervento. L’obiettivo indicato è mettere in sicurezza in cinque anni la parte più critica della condotta.
Il sindaco sottolinea inoltre che la particolare vulnerabilità di Pesaro durante l’emergenza è legata anche all’aumento dei consumi nel periodo estivo. Turismo, strutture ricettive, ristoranti, attività economiche e presenza quotidiana di persone provenienti dall’entroterra determinano un incremento significativo della domanda d’acqua. In occasione delle ultime rotture, secondo Biancani, i serbatoi cittadini si sono progressivamente svuotati fino a determinare l’interruzione del servizio.
Tra gli interventi già finanziati figura anche il raddoppio del serbatoio di San Gaetano, per il quale sono previsti 10 milioni di euro. La capacità passerà dagli attuali 15mila metri cubi a circa 28mila, con un incremento dell’autonomia stimato in quasi una giornata.
Parallelamente, Biancani ha chiesto a Marche Multiservizi di avviare uno studio sulla possibilità di realizzare nuovi pozzi nel territorio comunale di Pesaro, con l’obiettivo di disporre di una riserva minima direttamente in città in caso di emergenza. Il sindaco cita l’esempio di Fano, che durante la recente crisi ha potuto contare anche sui propri pozzi per mantenere l’erogazione.
La strategia indicata dal Comune non riguarda però soltanto la rete di distribuzione. Biancani torna a sollecitare anche un intervento per aumentare la disponibilità complessiva della risorsa idrica, chiedendo all’Aato di rafforzare il confronto con la Regione sulla pulizia degli invasi del Furlo, San Lazzaro e Tavernelle.
Per il sindaco, la crisi di agosto deve quindi tradursi in scelte concrete sulle priorità degli investimenti: completare il rifacimento della condotta principale, aumentare la capacità di accumulo, valutare nuove fonti di approvvigionamento e intervenire sulla disponibilità complessiva della risorsa.
«I 22 milioni individuati per il rifacimento della condotta e i 10 milioni di euro per il raddoppio del serbatoio di Pesaro sono sicuramente una prima risposta importante», sottolinea Biancani, «ma non sufficiente per garantire le condizioni di tranquillità della nostra città».